Commenta per primo

Col senno di poi aveva ragione Allegri a stizzirsi per l'eccesso di allarme attorno al Milan, che rimane sul cocuzzolo del campionato e aspetta sereno la disfida di stasera tra Juve e Inter. Ma col senno di prima, per usare una delle formule più care al maestro di paradossi Franco Scoglio, nemmeno Galliani al massimo dell'ottimismo avrebbe potuto scrivere un copione come quello del 4-0 al Parma. La brutta notizia di giornata (la distorsione al ginocchio di Pirlo è più seria, rischia tre mesi di stop) è attenuata dal lungo elenco di quelle buone. Partita vinta in carrozza dopo nemmeno 18'. Pace fatta tra Seedorf e i fischiatori del Meazza grazie al gol-gioiello dell'olandese, incastonato da Ibra. Battesimo al gol di Cassano su assist di prima dell'amico Gattuso. Favore elargito nella ripresa, per due volte in 5', dallo stesso Cassano al neoentrato Robinho per una notevole doppietta. Accademia a base di colpi di tacco e altri vezzi un po' insistiti. Tagliando superato per il rientrante Nesta, leader di una difesa di nuovo imbattuta.

Ma la notizia migliore è che la squadra ha risparmiato un sacco di energie per dopodomani sera, quando con gli uomini contati - Cassano e Van Bommel non possono giocare in Champions, Pirlo, Zambrotta, Ambrosini, Boateng e Inzaghi sono infortunati - troverà il Tottenham nell'andata degli ottavi: è impensabile che gli inglesi, capaci di precedere l'Inter nel girone della prima fase, siano arrendevoli come il molliccio Parma. Allegri ha confermato: "Avanzerò

Thiago Silva a centrocampo". Intanto lo scafato tecnico degli Spurs, Redknapp, avvezzo alla pretattica, piange lacrime anticipate per le assenze di Modric, Van der Vaart e del temutissimo gallese Bale. Tuttavia soltanto i primi due sono davvero in forse, mentre il barbaro che mise a soqquadro la difesa di Benitez, secondo i maliziosi tabloid londinesi, sarà regolarmente in campo per devastare ancora la fascia che arò nello scorso ottobre.

Ieri il famigerato prato posticcio è stato nobilmente calpestato da un Milan finalmente tonico e leggero almeno quanto era stato lento e pesante nelle precedenti esibizioni del 2011: è lecito supporre che gli effetti della robusta preparazione invernale a Dubai siano stati smaltiti, giusto in tempo per l'ingresso nella fase decisiva della stagione. La ritrovata agilità ha permesso di far passare sotto silenzio sia l'imprevisto del serio incidente a Pirlo sia la constatazione che 3 dei 5 neoacquisti di gennaio - Emanuelson, Didac Vilà e Legrottaglie - sono stati lasciati in tribuna a dispetto dell'emergenza, il che conferma quanto poco Allegri li consideri indispensabili. La categoria dell'indispensabilità va invece applicata a Ibrahimovic, il cui tocco smarcante al volo per lo scatto in area e il dribbling di Seeedorf a Mirante è l'ennesimo colpo di genio che risolve subito una partita. Favoriti da un Parma così torpido che più torpido non si può, specialmente nel pacifico Paci, in 3 hanno partecipato alla gara di invenzioni: Cassano rinvigorito dalla Nazionale, Robinho in grado di sfruttare in 30' i due assist del compagno e l'insolito stilista Gattuso. Il mediano è uscito in anticipo per precauzione, come Seedorf e Ibra: la cristalleria milanista va preservata per la Champions.