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E’ un coraggio che paga. Indiscutibilmente. Il coraggio che diventa esso stesso forza, di chi prova a proporre idee senza cercare di speculare, un ardire come quello di schierare contemporaneamente tre semisconosciuti prodotti del proprio vivaio (Bastoni, Maggiore e Vignali) di fronte ad una delle big in campionato ed in Europa, giocando per almeno 45’, i primi, alla pari, con la giusta sfrontatezza,​ nel solco di quanto mostrato nelle precedenti 7 uscite.

Quello contro la Dea doveva essere un match senza storia, dal pronostico già scritto e che invece, almeno sul piano del gioco, così non è stato e dunque risulta essere un pareggio meritato e che vale oro per questo Spezia che, ricordiamolo, dispone dell’organico meno costoso di tutta la serie A.
I complimenti a Vincenzo Italiano e alla sua truppa si sprecano ed i protagonisti di questo inizio di stagione, che ha ricollocato convinzioni e pregiudizi, se li prendono tutti. Ma non c’è supponenza né potrebbe esserci in questo coraggio che viene riproposto settimanalmente. Caso mai c'è molta consapevolezza dei propri limiti, così come è chiaro e lampante che arriveranno anche momenti bui in cui la squadra farà fatica a fare punti.

Prossimamente Cagliari, Lazio e Crotone ci diranno se questo mezzo miracolo fin qui perpetrato dalle bianche casacche grazie a questo coraggio avrà un futuro ancor più roseo oppure no. ​Lo stesso coraggio di schierare finora ben trentadue giocatori per nove punti in otto gare, quattro delle quali contro Sassuolo, Milan, Juventus ed Atalanta, e che ha fruttato un bottino impossibile da immaginare per questa matricola ma certamente entusiasmante da raccontare.