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Ho sempre amato la matematica. Fin dalle elementari. Lineare, diretta, pulita, algida, se vogliamo senz’anima, senza fronzoli e barocchismi tutti italici, perché non guarda in faccia a nessuno e proprio per questo non mente mai. Non ti racconta frottole, nemmeno tramite sotterfugi vari, non ti tradisce, insomma. Mai. Il preambolo è tutto per i soloni che gravitano sul Golfo e nel Bel Paese e che sanno già che lo Spezia è salvo. Beati loro. E lo dico senza ironia alcuna. Probabilmente applicano assiomi tutti loro, sicuramente non riconducibili a quelli di Hilbert senza i quali il famoso matematico prussiano nel suo celebre Grundlagen der Geometrie (Fondamenti della Geometria) non avrebbe potuto dare una struttura, un formalismo ed un rigore appunto assiomatico anche alla geometria euclidea.
 
 
Ebbene lo Spezia, lo ripetiamo, anzi, lo urliamo in maniera sommessa, ma lo urliamo, non è ancora salvo. Il motivo è semplice: non lo è. Punto. Inutile giocare sui ‘se’ e sui ‘ma’. Sul calendario. Che sono tutto fuorché matematica. I numeri, quelli veri, reali, quelli toccabili con mano, dicono che a 4 turni dalla conclusione ci sono dunque 12 punti in ballo ed il vantaggio sulle terzultime è di 8 lunghezze, anzi, per la Salernitana che sembrava già finita in B e che deve recuperare il match con il Venezia, i punti  a disposizione sono ben 15. Dieci giorni fa per i granata la salvezza era pura utopia, ora, dopo i 9 punti in una settimana, è un traguardo concreto. Anche il Genoa crede alla matematica. Idem Sampdoria e Cagliari. Noi no, invece, a noi la matematica ci fa un baffo. “Perché noi siamo i più belli, perché è impossibile. Dai, vuoi dire che ora si mettono a vincere sempre?” No, me lo auguro, rispondo, ma non sono tranquillo, più che altro dopo aver visto il primo tempo di Torino che, al netto di assenze forzate e vedere sul rettangolo verde ben 6 difensori di ruolo sui 10 giocatori di movimento, ha messo i brividi.
 
 
Non manca il tempo per sigillare con la ceralacca Hilbertiana il nostro assioma sulla seconda salvezza consecutiva in A, sebbene il calendario non aiuti, e quindi è meglio darsi una sveglia, tutti quanti, staff tecnico, giocatori, tifosi e addetti ai lavori. Non vorremmo essere associati ai violinisti del Titanic, quelli che continuavano a suonare mentre la nave stava affondando.