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Udine porta bene. Sarà sicuramente il Monte Nero, dove Alberto Picco perse la vita durante la prima guerra mondiale, sullo sfondo ad una cinquantina di chilometri, ad essere l’angelo custode delle casacche bianche che già un anno e mezzo fa alla Dacia Arena ottennero all’alba della loro prima stagione in A anche la prima storica vittoria. Ora le Aquile si regalano un fantastico tris consecutivo in A, ed ancora con un turno di anticipo. Il nostro ‘soldato Thiago’ non vuole sentire parlare di miracolo. Ed invece caro Thiago ti sbagli. Perché se elenchiamo le innumerevoli vicissitudini, autentiche forche caudine, che hai dovuto superare insieme al tuo gruppo di ragazzi per arrivare a questo incredibile traguardo, non basterebbero fiumi di inchiostro per descriverlo questo miracolo

 
Qualcuno, anzi, molti, ci saranno rimasti male, forse di più. E noi godiamo, doppiamente. Di gusto, oseremmo dire. La sbornia in riva al Golfo è appena iniziata e proseguirà, statene certi, ancora per molto tempo, sicuramente per un’altra stagione. Non saremo mai una grande piazza e non potremo avere mai un enorme bacino di utenza, ma un’altra stagione ci dovrete sopportare e poi potremo permetterci anche di 'tornare nei ranghi' come da più parti si vorrebbe: soprattutto fra gli addetti ai lavori che ci avevano indicato come prima e certa retrocessa. Siamo stravolti, lo ammettiamo, ma intanto, sapientoni, fatevene una ragione, perché oggi più che mai siamo più forti di chi ci ha voluto (e vuole) morti. Aspettiamo giustizia anche dal Tas per chiudere il cerchio.
 P.S.: il fallo era di Rebic su Bastoni.