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Oramai questo Spezia, che ha festeggiato i suoi primi 115 anni di una storia quanto mai lastricata di sudore e passione ed ha raggiunto il proprio apogeo da poco più di un anno, ha un bivio di fronte a sé, a prescindere dall’esito delle tre prossime gare contro Salernitana, Sampdoria e Genoa, affrontate nei dieci giorni probabilmente più importanti della stagione e che giungono con uno Spezia ridotto all’osso. Sarebbe importante muovere la classifica, certo, perché oltre ad incrementare il pingue bottino attuale, risolleverebbe morale nel gruppo e l’umore della tifoseria. Ma è anche vero che i Platek insieme a questo allenatore hanno iniziato a delineare un progetto a lungo termine affinché questo club resti una realtà consolidata possibilmente in serie A; non sappiamo infatti quanto possa essere utile invece andare avanti a vista cambiando guida tecnica a ogni refolo di vento e quindi ad oggi ribadiamo convintamente: salvate il soldato Thiago.
 
 
Rebus centrocampo. Un rischio? Sì, ma anche e soprattutto una necessità oggettiva. D’altronde bisogna fare di necessità virtù come si suol dire. E hai voglia di girare e rigirare, di sfogliare una margherita, o meglio una rosa ridotta ai minimi termini da infortuni a ripetizione che non ti lasciano respirare, di trovare spunti ed appigli che l’infermeria non ti offre manco a pagarla oro. Contro la Salernitana quasi sicuramente debutterà un’altra coppia inedita: dopo quelle formate a turno da Agudelo, Bourabia, Kovalenko, Maggiore, Sala e Salva Ferrer, ecco che quella composta dal giovane iracheno naturalizzato svedese Aimar Sher e dal francese di origine camerunense Aurelien Nguiamba si sta consolidando sempre più. Destro lo svedesino, mancino il francese che difettano paurosamente di esperienza e che, per ovviare all’emergenza, dovranno reggere l’architrave di una squadra nel match salvezza contro i campani e comunque restare protagonisti e pronti in prima linea anche nei due derbies liguri.
 
Capitolo portieri. Dopo le prime uscite in cui ha alternato prestazioni discrete ad altre sotto la sufficienza, l’olandese Jeroen Zoet sembra destinato alla panchina: al suo posto si candida per la maglia da titolare Ivan Provedel che già nella passata stagione sotto la guida di Italiano aveva scavalcato le gerarchie nei riguardi del collega, risultando determinante in diverse occasioni regalando qualche punto che si sarebbe poi rivelato determinante a fine stagione per il raggiungimento della salvezza. Sullo sfondo rimane in piedi comunque la pista che porta ad Antonio Mirante.