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Mancava soltanto che i 16mila dell'Olimpico si mettessero a urlare MVP! MVP! MVP! per celebrare la splendida gara di Leonardo Spinazzola nell'esordio dell'Italia all'Europeo, vinta per 3-0 contro la Turchia. Migliore in campo non per distacco, solo perché anche gli altri Azzurri hanno strappato applausi scroscianti con prestazioni iper-convincenti, ma per l'esterno della Roma quella di ieri è stata la partita della consacrazione, quella che non cambierà il suo futuro, già deciso dai Friedkin nonostante le numerose trattative e i numerosi retroscena a lui legati nel recente passato. 

INTER E JUVE, AFFARI SFUMATI - Negli ultimi 3 anni, infatti, il mercato è stato centrale per le scelte di Spinazzola che al termine della stagione 2018/19 lasciò la Juventus in direzione Roma per 7,5 milioni più il cartellino di Lorenzo Pellegrini valutato 22 milioni. Fu una plusvelnza utile per il bilancio, ma non dal punto di vista sportivo, dato che tutt'ora i bianconeri sono alla ricerca di un erede di Alex Sandro e che anche nel corso della passata estate l'ormai ex-ds Paratici provò a riportarlo a Torino senza però trovare l'intesa coi giallorossi. Intesa che invece era stata trovata con l'Inter nella sessione invernale 2019 quando con i giallorossi era stata trovata l'intesa per lo scambio con Matteo Politano (già a Roma con la sciarpa giallorossa al collo), salvo poi arrivare a un clamoroso dietrofront legato a problemi economici e difficoltà nelle formule del doppio passaggio.
INCEDIBILE - La stagione appena conclusasi per la Roma non è stata delle più positive, ma per l'esterno classe 1993 è stata quella della consacrazione. Finché è stato bene ha fatto la differenza e proprio l'ultimo stop subito contro l'Ajax nei quarti di finale di Europa Leauge è poi costata la figuraccia nell'andata contro il Manchester United e la conseguente eliminazione dei giallorossi in semifinale. José Mourinho, che lo ha apprezzato e osservato ha confermato alla società che per lui Spinazzola è fra gli intoccabili dell'attuale rosa. Basta mercato, con un contratto in scadenza il 30 giugno 2024 dovrà essere uno dei perni della Roma che sta nascendo.