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Lo scorso 25 novembre 2020 Napoli si è fermata. In un clima difficile, dato il periodo, è accaduto l'irreparabile, è morto Maradona. Una città intera ha appreso una notizia balzata dall'altra parte del mondo e ha pianto l'uomo, il giocatore che ha portato gloria non solo alla squadra, ma anche alla popolazione napoletana. Da lì sono nate tantissime iniziative per onorare il più grande di tutti, partendo da un "museo" all'aperto nato all'esterno dello stadio, dove i tifosi hanno lasciato ricordi, sciarpe, fiori, cimeli e pezzi di storia ricordando la grandezza dell'eterno numero 10 argentino. La sera stessa del tragico avvenimento il Comune di Napoli si è attivato per cambiare il nome del San Paolo e dedicarlo a Maradona. Detto, fatto e il 4 dicembre è stato ufficializzato diventando Stadio Diego Armando Maradona.

L'ORGANIZZAZIONE -  Visti i tempi, non c'è mai stata l'occasione per una vera e propria inaugurazione, con il pubblico pronto a cantare ininterrottamente nel suo nome. Così ​il Comune di Napoli ha organizzato in ottica futura, con la speranza della riapertura delle strutture in questo periodo. In questi giorni è stata annunciata la data ufficiale, ovvero il prossimo giovedì 29 luglio, con 500 bambini in campo e soli mille spettatori presenti (essendoci ancora le restrizioni) pronti a scoprire la statua dedicata a Maradona e la benedizione della targa da parte del vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pascarella. Ma giorno dopo giorno, ora dopo ora sono nate sempre maggiori polemiche. Assente il grande pubblico, assente anche il Napoli dato che sarebbe stato invitato formalmente da Ciro Borriello - Assessore allo Sport del Comune di Napoli - ma non coinvolto direttamente nella realizzazione dell'evento.
IL DIETROFRONT - Sembrava tutto pronto, però ieri c'è stato un cambio di rotta. La Giunta di Napoli tramite una nota ha comunicato la cancellazione dell'inaugurazione. Questo un estratto delle parole dell'Assessore Borriello: "Da giorni invece un evento per celebrare il suo ricordo è diventato motivo di divisione, contrapposizione e strumentalizzazione, anche politica. Che tristezza ed amarezza. Fa davvero tristezza vedere che una festa che doveva unire, nel ricordo di Diego, tutti quelli che lo hanno amato sia diventata, con un clima avvelenato, un terreno di assurde divisioni. L’Amministrazione comunale è quindi costretta a prendere atto che non sono state comprese le motivazioni che avevano orientato la decisione di regalare questa festa alla memoria e al ricordo del suo cittadino onorario, al capitano della squadra dei due scudetti. La festa, l’evento pubblico non si farà esclusivamente per il rispetto che l’Amministrazione nutre da sempre per il suo campione e per tutta la tifoseria che lo ha amato e che non lo dimenticherà mai. Resta l’amarezza per le polemiche strumentali e penalizzanti solo di un ricordo". Non avrebbero potuto partecipare all'evento i tifosi, riservato a sole mille persone presenti su invito. Con una settimana di attesa, però, forse un passo in avanti si poteva fare dato che dal 6 agosto sarà ampliato l'accesso al 50% della capienza dello stadio, ovvero circa 27 mila spettatori presenti nella memoria di Diego. Anche le figlie provenienti dall'Argentina, per via delle restrizioni Covid, non avrebbero potuto prender parte a questa giornata speciale. 

E ORA? - L'obiettivo è trovare un giorno più adatto per celebrare Maradona e inaugurare ufficialmente lo stadio. Potrebbe essere il 30 ottobre, giorno della nascita del Pibe de Oro, la data possibile per dar vita a questa manifestazione con la speranza di ritrovare i tifosi allo stadio, magari anche tramite il green pass. Ci potrebbe essere anche De Laurentiis all'evento, ma vanno sempre considerati gli impegni del Napoli che tra meno di un mese inizierà il campionato e in quei giorni si troverà ad affrontare la Salernitana in trasferta per l'11ª giornata di Serie A. Occorre una riorganizzazione con la speranza che venga onorata nel migliore dei modi la memoria di chi ha scritto la storia a Napoli, evitando conflitti, evitando polemiche, semplicemente lavorando tutti insieme nel nome di Maradona.