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Stadio San Paolo, De Laurentiis alza la voce, e domani sembra essere una giornata decisiva. Il presidente del Napoli è stato chiaro: 'Voglio lo stadio, e anche a un prezzo simbolico'. La risposta di Luigi de Magistris ad Aurelio De Laurentiis non si è fatta attendere. Sabato pomeriggio, intervenendo a Kiss Kiss, il numero uno dei partenopei aveva lanciato un guanto di sfida al Comune di Napoli. 'Se martedì non mi danno il San Paolo lo stadio lo vado a costruire a Caserta', le parole di De - La avevano fatto il giro della città e naturalmente erano arrivate anche al numero uno di Palazzo San Giacomo. Ieri De Magistris, attraverso una nota, ha chiarito la sua posizione offrendo l’assist al produttore cinematografico. 'L’obiettivo di consentire una riqualificazione seria e forte dello stadio San Paolo si raggiungerà', ha affermato il primo cittadino partenopeo. Sarebbe davvero uno smacco per i tifosi napoletani dover andare a Caserta per seguire la propria squadra del cuore.

Il sindaco, comunque, è disposto a collaborare con DeLa affinché si possa usufruire di una struttura all’altezza della situazione. 'Il presidente - ha proseguito de Magistris - sa che da parte nostra c’è la più ampia disponibilità a dare lo stadio, secondo le procedure previste dalla legge che dobbiamo rispettare, a chi fa un investimento economico'. Ma a gettare ulteriore confusione sulla vicenda ci pensa l’imprenditore Dario Boldoni - già dirigente del Napoli e cognato dell’ex presidente Corrado Ferlaino - che attraverso le colonne di Repubblica ha ricordato che 'Non è possibile procedere a una vendita o assegnazione diretta del San Paolo senza evidenza pubblica, non è ipotizzabile pensare che esista un soggetto interessato ad acquisire, nell’immediato, i diritti sul San Paolo'. E ha concluso: 'È auspicabile che l’amministrazione in tempi ristretti attivi una procedura simile a quella'. Si profila l'ennesima battaglia per De Laurentiis, che già vede contro diversi 'apparati' che non vogliono che il San Paolo gli venga consegnato. Da vedere se le 'minacce' del presidente resteranno tali o si tramuteranno in realtà.