4



Dal 2035 saranno vietati i veicoli a diesel e benzina. È arrivato nella giornata di mercoledì 8 giugno il via libera dei Parlamento Ue, non senza problemi. Per molti eurodeputati, infatti, la transizione ecologica verso le emissioni a zero sarebbe troppo brusca e rapida. Per questo si voleva mantenere un 10% di veicoli inquinanti. Si parla di una maggioranza inedita tra Popolari del Ppe, Sovranisti di Id, Conservatori e un gruppo di scontenti Liberali e Socialisti. Il divieto delle auto a diesel e benzina è comunque passato, nonostante tutto. Esiste, però, un piano per la salvaguardia dei produttori di lusso e di eccellenza, come ad esempio la Ferrari. Tutta la confusione e lo scontro iniziale è nato per colpa della nuova Carbon Tax e i certificati che danno diritto a inquinare, gli Ets. Si è creata una spaccatura del Pse e del Pd. Anche il pacchetto Fit for 55 è rientrato nei discorsi. La proposta originaria del pacchetto, appunto, prevede un calo delle emissioni di auto e furgoni di circa il 55% entro il 2030.
Ben 16 deputati tra i socialisti, quasi tutti di Paesi mediterranei, si sono detti preoccupati per il possibile impatto sull'occupazione, causato dalla drastica evoluzione ecologica messa in atto. C'è stato davvero il rischio che il Fit for 55 potesse saltare del tutto, il che avrebbe portato a un duro colpo per il fronte ambientalista, ma anche per Ursula von der Leyen, che ha subito approvato il "Green Deal" come guida per il futuro europeo. Anche sul possibile rimando d'esame alla Commissione Ambiente dell'Europarlamento è successo di tutto. Sono stati 21 gli eurodeputati del Pse che hanno espresso il loro dissenso.

Nonostante il provvedimento sui veicoli inquinanti sia passato, tutta questa circostanza ha dimostrato quanto la maggioranza di Ursula von der Leyen sia in bilico e che non abbia più la stessa importanza. Su queste basi, la Commissione europea, dovrà percorrere una strada sempre più in salita e ricca di difficoltà.