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  • Stramaccioni: 'Io in discussione perché di rottura nel sistema per la mia età'

    Stramaccioni: 'Io in discussione perché di rottura nel sistema per la mia età'

    Nella lista dei convocati ecco che ritorna Walter Samuel, "recupero fondamentale - spiega  Andrea Stramaccioni alla vigilia di Sampdoria-Inter - sia come valore del giocatore sia come leadership, sappiamo che la nostra evoluzione tattica è passata attraverso la sua esperienza, Samuel è un'arma in più".

    Nonostante sia innegabile la stanchezza dopo i 120 minuti giocati contro il Tottenham, secondo Stramaccioni "la gara di giovedì ci dà comunque una forza nostra e un apporto psicologico importante, spesso la testa incide sulle gambe più di quanto si pensi".

    Al tecnico nerazzurro viene poi chiesto quanto secondo lui le gare di questo weekend possano essere decisive: "In questo momento credo che l'Inter debba pensare solo a se stessa, tante volte abbiamo guardato i risultati delle altre, non ultimo domenica scorsa... Io credo che qualsiasi risultato ci sarà domenica, nessuno sarà decisivo. Abbiamo già pagato sulla nostra pelle l'Europa League e questa volta il dispendio è stato addirittura doppio, ma cominciamo a vincere e poi vedremo".

    Durante la conferenza stampa della vigilia viene riferito a Stramaccioni il pensiero di Walter Mazzarri, secondo cui il Napoli avrebbe potuto avere dieci punti in più con un allenatore diverso. Sempre Mazzarri è dell'opinione, condivisa, che i risultati cambino le cose e che sia normale sentirsi sempre in discussione: "Dieci sono troppi dai... (sorride Stramaccioni). Io, per il resto, mi sento sempre in discussione, dal primo giorno in cui sono arrivato qui. Anche se sono l'allenatore dell'Inter io sono una rottura nel sistema per la mia età, un crack. Posso solo dare il 101% ad ogni partita. Quando abbiamo avuto meno problemi abbiamo dimostrato di raggiungere alti livelli. Abbiamo alternato alti e bassi, bassi che ovviamente non ci sono piaciuti. Non ci riusciva niente in certe gare ma c'erano partite in cui si vedeva che stavamo lavorando. E' il mio dna, il lavoro sul campo. Credo che i miei giocatori non abbiano mai mollato. Hanno sempre tutti dato quello che avevano. Se il presidente mi manda via stasera o se mi lascia fino al 2015 sulla panchina, io sono di aver dato sempre il massimo. Difficilmente siamo riusciti a schierare la formazione tipo, abbiamo pagato cari gli infortuni. Ma abbiamo sempre cercato di reagire. E continueremo a farlo".

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