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E' andato in scena stamattina, presso il Tribunale di Siena, l'interrogatorio del calciatore del Genoa Manolo Portanova, accusato insieme ad altre persone (due finite ai domiciliari come lui e un minorenne attualmente a piede libero e di cui si occuperà il Tribunale dei minori di Firenze) di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una giovane. Secondo quanto riferisce l'edizione fiorentina di Repubblica, il giocatore si è avvalso della facoltà di non rispondere e non era accompagnato dal suo legale, l'avvocato Gabriele Bordoni ("Ho un impegno per un precedente procedimento, così ho chiesto al gip di spostare l’interrogatorio. Non è stato possibile. Ma una cosa mi sento di dire: se parlando con il mio assistito avessi riscontrato prove che è colpevole, sarei già corso a Siena", ha dichiarato a Il Corriere di Siena), bensì da un suo assistente.

LE INDAGINI - Nel corso della giornata, sono attesi gli interrogatori degli altri due indagati attualmente ai domiciliari, mentre tra mercoledì e giovedì sono attesi gli esami irripetibili della guardia di finanza sui cellulari sequestrati agli accusati. La vittima, che ha parlato di un'azione premeditata, di una trappola nei suoi confronti (avrebbe partecipato alla festa, in un'abitazione privata, in compagnia di un'amica e, dopo essersi appartata con Portanova, sarebbe stata raggiunta contro la sua volontà dagli altri indagati), ha riferito al magistrato inquirente che sono stati realizzati foto e video durante l'abuso e i riscontri dei prossimi giorni saranno fondamentali per accreditare o meno questa versione dei fatti.