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Una storia incredibile, per certi versi dai contorni grotteschi, che potrebbe concludersi nella maniera più inaspettata. Salvo clamorosi colpi di scena, Luis Suarez non diventerà un nuovo giocatore della Juventus, nonostante il racconto delle ultime tre settimane avesse fatto pensare che qualcosa di molto grosso si stesse muovendo sull'asse Barcellona. L'avvento di Koeman sulla panchina blaugrana e il clamoroso invito all'uruguaiano di cercarsi un'altra squadra dopo 283 partite e 198 gol, i primi contatti col vicepresidente bianconero Nedved, la telenovela del passaporto italiano e un epilogo che verosimilmente non avverrà all'ombra della Mole, ma in riva al Manzanarre.

I TEMPI DELLA BUROCRAZIA - Partiamo da una certezza, da oggi Suarez è in possesso di tutti i requisiti per fare richiesta della cittadinanza italiana, dopo aver superato - a tempo di record - l'esame svolto presso l'Università di Perugia. Eppure, nonostante questo e le origini della moglie, i tempi per l'ottenimento del passaporto del nostro Paese non sono così rapidi per i cittadini stranieri, nemmeno per chi si trova in una condizione privilegiata come un calciatore di fama mondiale. Le "lungaggini" burocratiche non fanno sconti a nessuno e, con colpevole ritardo sia del Pistolero sia della Juventus, avrebbero rischiato di tenere in sospeso questo trasferimento fino all'ultimo, impedendo a Pirlo di avere dal mercato un nuovo centravanti.
LA VIRATA - Che poi il preferito del successore di Sarri fosse Dzeko e che alla fine arriverà proprio lui è un dettaglio, ma fino ad un certo punto. Fino alla giornata di ieri, quando si è giocata e risolta (quasi del tutto) un'altra partita importante, quella dell'accordo tra la Roma e l'ex promesso sposo juventino Milik, Suarez era assolutamente in lizza per vestire la maglia bianconera. L'intesa sull'ingaggio a 14 milioni a stagione c'era, come quella col Barcellona per il pagamento di un indennizzo; più complicato ma non per questo impossibile sarebbe stato trovare quella tra l'uruguaiano e la società catalana a livello di buonuscita. Perché la rottura resta, roboante soprattutto nei termini (Koeman ha annunciato la decisione del club con una telefonata della durata di un minuto) e l'ipotesi di un addio è tuttora attuale. E in una storia piena di continui colpi di scena, il finale potrebbe non essere da meno: attenzione all'Atletico Madrid, pronto a scaricare in un colpo solo Diego Costa e il suo eventuale sostituto Cavani, le cui richieste contrattuali continuano a essere giudicate troppo esose. Suarez è più vicino a diventare italiano, ma a quanto pare non ci sarà l'Italia nel suo futuro.