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Un attacco frontale. Diego Armando Maradona, ct dell'Argentina, ne ha per tutti nella conferenza prima della sfida con la Nigeria. Il primo affondo è per il suo storico rivale Pelé: "Dopo l’attentato al Togo, durante la Coppa d’Africa, quel morocho (la traduzione letterale è “moretto”, ma gli argentini lo usano come noi usiamo “uomo di colore”, ndr) che giocava con la maglia numero 10 disse che il Mondiale non si doveva fare in Africa. Due giorni dopo, venni qui, in Sudafrica, parlai con il responsabile del Comitato Organizzativo Danny Jordan e gli dissi che avrebbe avuto tutto il mio appoggio: era giusto fare il Mondiale in Sudafrica". Parole al veleno anche per Guardiola: "Xavi e Iniesta hanno riposato molto quest'anno, Messi no. Ecco perchè la Spagna è favorita".  L'ultimo attacco è per la Fifa: "Spero che il fairplay non sia solo una cosa di facciata, con i bambini che sventolano le bandierine. Spero che gli arbitri e la Fifa spediscano in tribuna chi non vuole giocare e in campo chi vuole giocare". Ogni riferimento a Lionel Messi è puramente casuale. Infine Maradona ha escluso che ci siano novità contro la Nigeria: "L'unica sorpresa è se gioco io".