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Fra una settimana ad Anfield, su un campo che in questa stagione si è trasformato in terra di conquista per le sue avversarie, non sarà facile per il Liverpool ribaltare la sconfitta di Madrid. Anzi, diciamo questo: non sarà facile se la squadra di Klopp ripeterà il secondo tempo, sarà praticamente impossibile se (non) giocherà come nei primi 45'. E’ stato Vinicius Junior a impallinare per due volte la difesa dei Reds, sfruttando la sua micidiale tecnica in velocità. Classe 2000, sulla sua fascia è inafferrabile. La luce ce l’hanno messa Kroos nel primo tempo e Modric nel secondo, Asensio ha piazzato il 2-0, Salah ha accorciato riportando il Liverpool sul 2-1 e poi quella furia di Vinicius ha chiuso il conto col 3-1, diventando così il più giovane brasiliano (20 anni e 268 giorni) a realizzare una doppietta nella fase ad eliminazione diretta di Champions e superando il precedente record di Kakà contro il Deportivo La Coruna nel 2004. Adesso Vinicius è anche il secondo marcatore più giovane per il Real Madrid in questa fase ad eliminazione diretta dopo il solo Raul che, a 18 anni e 253 giorni, segnò contro la Juventus nel marzo 1996.

ZERO TIRI LIVERPOOL - Nemmeno il Real Madrid è una squadra in grande salute, dietro continua a concedere qualcosa e davanti il rapporto fra la produzione e la realizzazione non è corretto: continua a sbagliare troppo. Ma il Liverpool sta peggio, molto peggio. E’ sufficiente un dato per capire questa partita e meglio ancora il suo difficile momento: la squadra che a Valdebebas aveva in attacco Salah, Mané e Diogo Jota non ha fatto un solo tiro verso la porta di Courtois in tutto il primo tempo. In Champions era capitato una sola volta nella sua storia, nel 2014 proprio contro il Real Madrid, ma con Klopp in panchina mai successo. Il Real, lanciato da un fantastico Kroos, ha comandato quei 45' dall’alto della sua tecnica. Mentre dalla parte dei Reds non si contavano gli errori nei passaggi e nei disimpegni, dall’altra i lanci di Kroos, gli scatti di Vinicius e i movimenti di Benzema mostravano di nuovo la faccia migliore del Real.

LE NUOVE DIFESE - Sia a Zidane che a Klopp mancavano le coppie centrali titolari della difesa, fuori Varane (per covid) e Sergio Ramos (per infortunio al polpaccio), fuori anche Van Dijk e Matip, ma se grazie alla pochezza dell’attacco inglese Courtois non si è accorto della differenza almeno nei primi 45', Alisson sì, eccome. Dietro ne hanno combinate più di una, anche se il più colpevole non andava cercato fra i due giovani centrali Kabak e Phillips, ma sulla fascia destra dove Alexander-Arnold ha spalancato la strada ai primi due gol degli spagnoli, errori che vanno sommati all’imprecisione dei suoi lanci.

DAL BASSO? MEGLIO IL LANCIO... - L’inizio è stato lento anche se fin dalle prime battute si è intuita la difficoltà del Liverpool a raggiungere Salah e Diogo Jota con la manovra. Dalla linea del tridente d’attacco usciva spesso Mané per legare il suo reparto al centrocampo con un lavoro che di solito spetta a Firmino. In mezzo però né Fabinho, né tanto meno Keita riuscivano a imporre un po’ di gioco. Il Real Madrid aveva scelto all’inizio di cominciare l’azione dal basso, con un po’ di palleggio fra Courtois, Lucas Vazquez, Militao e Nacho, lo faceva bene perché i Reds pressavano fuori tempo, ma la svolta è arrivata quando alla costruzione dal basso è stata preferita la verticalizzazione istantanea di Kroos. Così è arrivato il primo gol, emblema di un calcio rapido e letale. Il tedesco ha preso palla una ventina di metri più su della sua area di rigore, ha alzato lo sguardo, ha visto Vinicius in rampa di lancio, ha fatto schioccare il suo destro fantastico, palla a 60 metri sulla corsa del brasiliano che l’ha controllata di petto infilandosi nel corridoio fra Alexander-Arnold e Phillips, con uno scatto micidiale ha incenerito i due difensori e quando Alisson è uscito lo ha infilato in controtempo.

LIVERPOOL SPENTO - Non c’è stata reazione da parte degli inglesi, la cui famosa intensità si era ridotta a livello di una scampagnata. Era una squadra contraria alla sua storia, una squadra moscia. Un altro lancio di Kroos ha dato il via all’azione del 2-0. Stavolta il tedesco non è stato preciso come in occasione dell’1-0, ma ci ha pensato Alexander-Arnold, con uno sciagurato colpo di testa in orizzontale a trasformarlo in un assist perfetto per Asensio: controllo, sombrero sul disperato Alisson, palla in rete. Un altro errore, questo era di Kabak, ha portato Asensio a un passo dal 3-0, ma Alisson è riuscito a metterci una pezza.

UN ALTRO LIVERPOOL - Non poteva continuare così, senza orgoglio, senza determinazione e infatti a inizio ripresa il Liverpool si è presentato con un’altra faccia. La sua faccia. Ha avuto il merito di segnare col suo primo tiro in porta, naturalmente di Momo Salah. Ha attaccato centralmente Wijnaldum, col Real preso in contropiede, palla a Diogo Jota, il tiro del portoghese smorzato da Modric si è trasformato in un assist per Salah, tenuto in gioco da Lucas Vazquez, sinistro, palla sotto la traversa e Liverpool di nuovo in partita. Due minuti dopo, prima conclusione anche per Diogo Jota con un colpo di testa, fuori di poco, dopo il primo cross fatto bene di Alexander-Arnold.

ANCORA VINICIUS - La partita si è finalmente impennata sul piano del ritmo e la linea più alta del pressing inglese ha aperto spazi al contropiede delle Merengues. Mendy ha tolto a Mané una palla-gol mettendola in angolo. Riconquistata quella stessa palla dopo il calcio dalla bandierina, Courtois ha fatto partire fin troppo facilmente un contropiede che Asensio avrebbe dovuto chiudere meglio. Invece Alexander-Arnold gli ha deviato la palla in fallo laterale, ma da lì è arrivata la doppietta di Vinicius Junior dopo il tocco di Benzema e l’assist di Modric, che ha evitato Fabinho con un dribbling. Nell’occasione Alisson non è stato impeccabile, anche se il tiro al volo del ventenne brasiliano è passato in mezzo alle gambe di Phillips, così l’ex romanista ha visto tardi la palla.

LA DIFFERENZA DEI CAMBI - Sul 3-1 Zidane si è coperto un po’ di più con Valverde al posto di Asensio. Klopp, al contrario, negli ultimi 10' ha scaricato in campo la sua forza offensiva togliendo un difensore centrale (Kabak, al suo posto è arretrato Fabinho) per mettere Shaqiri insieme a Firmini che ha preso il posto di Diogo Jota. Il Real si stava difendendo col palleggio, la specialità di Luka Modric che ha chiuso la partita con un secondo tempo di qualità pura.



Real Madrid-Liverpool 3-1

Real Madrid (4-3-3):
Courtois 6; Lucas Vazquez 6,5 Militao 6 Nacho 6 Mendy 6; Modric 7 Casemiro 6 Kroos 7,5; Asensio 6,5 (25' st Valverde 6) Benzema 6,5 Vinicius Junior 8 (39' st Rodrygo sv). A disposizione: Lunin, Chust, Marcelo, Arribas, Isco, Odriozola, Mariano Diaz, Altube. Allenatore: Zidane 7

Liverpool (4-3-3): Alisson 6; Alexander-Arnold 5 Kabak 5,5 (36' st Shaqiri sv) Phillips 5,5 Robertson 6; Keita 5 (42' pt Thiago Alcantara 5,5) Fernandinho 5,5 Wijnaldum 6,5; Salah 6,5 Diogo Jota 6 (36' st Firmino sv) Manè 6. A disposizione: Adrian, B. Davies, Tsimikas, R. Williams, Jones, Milner, Cain, Oxlade-Chamberlain, H. Davies. Allenatore: Klopp 6

Arbitro: Brych (Germania) 7

Marcatori: Vinicius Junior (RM) al 27' pt, Asensio (RM) al 36' pt, Salah (L) al 6' st, Vinicius Junior (RM) al 20' st

Assist: Kroos (RM), Modric (RM)

Ammoniti: Al 39' pt Mané (L) per proteste, al 4' st Lucas Vazquez, all’11' st Thiago Alcantara (L) e al 38' st Alexander-Arnold (L) per gioco falloso