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Oggi è il 26 maggio. Esattamente un anno fa a Wembley si è giocata la finale playoff della League One, la serie C inglese. Passato quasi subito in svantaggio con un'incredibile autorete per un retropassaggio di un difensore al portiere, il Charlton ha vinto 2-1 in rimonta grazie a un gol a tempo scaduto, ottenendo così la promozione in Championship ai danni del Sunderland. 

Questa partita chiude la seconda stagione di Sunderland 'Til I Die, la serie tv targata Netflix dedicata ai Black Cats. Soprannome che in italiano significa "gatti neri" e di certo non sta portando fortuna alla squadra dove sono passati diversi italiani: Di Canio (da allenatore), Dossena, Giaccherini, Mannone e Borini. Questi ultimi due sono stati protagonisti della stagione 2016/2017, chiusa all'ultimo posto in Premier League e la conseguente retrocessione in Championship. 

Qui parte la prima stagione (2017/2018) della serie tv, ideata per seguire la squadra nella sua trionfale marcia verso un annunciato ritorno in Premier League. Invece la storia prende una brutta piega e, nonostante il cambio di allenatore con l'arrivo in panchina di Chris Coleman (ex ct del Galles arrivato in semifinale a Euro 2016), addirittura il Sunderland retrocede in League One. La seconda stagione (2018/2019) sembra quella della riscossa, ma Wembley da sogno diventa un incubo, teatro delle due finali perse prima in coppa ai rigori contro il Portsmouth e poi ai playoff. In questa stagione, stoppata dal coronavirus, il Sunderland è sesto in classifica ma a soli tre punti dal secondo posto. 

La serie tv regala anche qualche chicca musicale come la sigla Shipyards dei The Lake Poets, un gruppo locale che racconta l'orgoglio della working class hero di questa città portuale del nord-est dell'Inghilterra. Per quanto riguarda invece i cori da stadio, oltre a quello che dà il nome alla serie (Sunderland 'Til I Die - "Fino alla morte"), spiccano Can't Help Falling In Love di Elvis Presley e il tormentone Will Grigg's on fire, diventato virale all'Europeo del 2016 in Francia. 

Nemmeno l'attaccante nord-irlandese, arrivato a gennaio 2019 dal Wigan per la bellezza di 3 milioni e mezzo di euro, è riuscito a dare la svolta. Come se non bastasse già, ora i "cugini" del Newcastle stanno per essere ricoperti d'oro grazie all'ormai imminente passaggio di proprietà da Mike Ashley al principe saudita Mohammed bin Salman. Che come nuovo allenatore punta a uno tra Pochettino e Allegri, invece al Sunderland c'è poco da stare allegri.