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La Premier League porta PPLive Sports International in tribunale? Suning, proprietaria della tv contrattacca e fa controcausa alla lega inglese. E' quanto riferito dal Financial Times, che fa il punto sulla disputa legale iniziata mesi fa tra la Premier e il colosso cinese. Negli scorsi mesi, dopo l’interruzione del contratto per la trasmissione in Cina delle gare del campionato inglese, la Premier aveva fatto causa a PPLive Sports International per circa 180 milioni di euro, per il mancato pagamento della quota relativa ai diritti tv. Ora Suning è passata al contrattacco chiedendo a sua volta circa 97 milioni di euro di danni (116,8 milioni di dollari). E il motivo è spiegato da PPLive Sports International stessa al Financial Times: "La Premier League sembra aver adottato un doppio standard, trattando un’emittente nazionale britannica in modo diverso da un’emittente cinese. Abbiamo fatto del nostro meglio per raggiungere un compromesso, ma non ci è rimasta altra scelta che intraprendere un’azione legale". La società di proprietà di Suning, poi, aggiunge di aver ricevuto "meno di un terzo del valore di questo contratto ma pagato la metà dei soldi per questo". C'era stato un "cambiamento fonamentale" nella competizione quando è ripartita, causando "perdite sostanziali" all'emittente. PPLive sostiene di aver scritto alla Premier a giugno per negoziare una riduzione delle commissioni dovute in base al loro accordo, ma la lega inglese "ha chiesto" che l'emittente continuasse a pagare rate anticipate per le partite future. Infine, PPLive conclude sostenendo che la Premier ha trattenuto 116 milioni di dollari pagati per le partite che non sono state trasmesse e alla richiesta di restituzione di questa cifra si aggiungono interessi e danni.