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  • Super Barça, super beffa del Milan: quando il coraggio ferma la classe

    Super Barça, super beffa del Milan: quando il coraggio ferma la classe

    di Xavier Jacobelli

    Direttore www.quotidiano.net



    L'illusione milanista di opporsi agli Invincibili sembrava dovesse durare solo un tempo. Al debutto nella Champions League 2011-2012, sino al 92' il Barcellona campione d'Europa si era confermato la migliore squadra del mondo. Ma il calcio è bellissimo perchè regala sempre emozioni, anche quando non te le aspetti più:

    Thiago Silva docet. All'ultimo respiro, il coraggio dei rossoneri ha fermato la classe dei catalani e questo pareggio insperato diventa un sicuro propellente per la stagione dei campioni d'Italia.


    Pronti via e il guizzo di Pato aveva fulminato il Barcellona dopo 28 secondi, con una progressione che esalta il miglior Under 22 del pianeta (51 gol in 104 gare ufficiali con il Milan).

    I catalani non si sono scomposti, anche se ci hanno messo un po' di tempo a fare ciò che loro riesce meglio: giocare un grande calcio. Busquets, schierato in difesa per causa di forza maggiore, è stato l'unico punto inopinatamente friabile di una squadra compatta che attacca a fisarmonica. Il Milan ha chiuso ogni spazio, sino a quando ha potuto s'intende. Una condotta tattica esemplare, quella dei rossoneri e, al tempo stesso, molto dispendiosa. Tanto che, al primo errore collettivo della difesa di Allegri, il Barça ha pareggiato. La progressione di Messi è stata irresistibile e, l'uno dopo l'altro ha portato a spasso Zambrotta, Abate, Nesta e Thiago Silva, sorprendendo Abbiati uscito in ritardo su Pedro che non ha avuto pietà.

    Nel primo tempo, i campioni d'Italia hanno offerto una buona prova, considerati i rapporti di forza che, prma del via, li davano sicuramente battuti. Fuori combattimento Boateng, Allegri ha inserito Ambrosini mentre Guardiola ha rimpiazzato Iniesta con Fabregas, che dal Barcellona sembra non essersene mai andato, tanto si è già reinserito nel gioco blaugrana. Cassano si è sacrificato con grande umiltà, rincorrendo Dani Alves, anche se non sempre è riuscito ad arginarne le incursioni.

    Abbiati si è riscattato sul missile di Xavi all'inizio della ripresa, però nulla ha potuto sulla punizione calciata da David Villa (280 gol in carriera per l'asturiano). Il calcio piazzato era scaturito da un dubbio fallo di Cassano ai danni di Busquets, ma il particolare è irrilevante. Perchè, a quel punto il Milan ha franato. Il pressing catalano è tornato asfissiante e per i rossoneri s'è fatto buio pesto, come attesta il possesso palla: 70 % Barcellona, 30% Milan a metà della ripresa; tiri in porta del Barcellona 20, tiri in porta del Milan 4.

    I campioni d'Italia sembravano irreparabilmente afflosciati, come se l'enorme sforzo profuso per chiudere il primo tempo sul pareggio li avesse svuotati di tutte le energie nella ripresa. Pato è scomparso. Cassano si è spremuto come un limone e ha ceduto il posto ad Emanuelson. L'ovazione del Camp Nou ha accolto il ritorno in campo di Carles Puyol, fenomenale capitano blaugrana, che ha consentto a Busquets di tornare a centrocampo. A tratti, il monologo catalano è  stato deprimente per i rivali che hanno cercato di limitare i danni, opponendo una resistenza dignitosa agli avversari, vistosamente superiori in ogni angolo del campo. Ma l'orgoglio di una Grande Squadra si vede anche in questi momenti e il Milan è una Grande Squadra.

    Prima della fine, il 2-1 sembrava essere una sconfitta assolutamente accettabile, considerata l'attenuante dell'assenza di Ibrahimovic. Peraltro, oltre a Piquè anche il Barcellona non aveva l'infortunato Sanchez, per il quale ha speso 43 milioni di euro facendo felice l'Udinese. Poi, all'ultimo minuto, ci ha pensato Thiago Silva a ribaltare il Barça. Mai mollare. Il Milan lo sa.


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