272

Il Barcellona batte 5-4 il Siviglia ai tempi supplementari e si aggiudica la quinta Supercoppa europea della propria storia, raggiungendo il Milan in vetta al palmares della competizione al termine di una partita incredibile. La gara giocata a Tbilisi (Georgia) inizia in salita per i campioni di Spagna e d'Europa, subito trafitti da una chirurgica punizione di Banega. Messi imita il suo connazionale e ribalta il risultato nel giro di dieci minuti, realizzando la prima doppietta su punizione della sua carriera e agganciando Cristiano Ronaldo a quota 80 reti nelle competizioni Uefa. La Pulce si conferma una bestia nera per l'allenatore Unai Emery, che non ha mai vinto contro di lui. In 20 incontri Messi gli ha segnato la bellezza di 24 gol, tra cui quello con cui ha battuto il record di Zarra come miglior marcatore della storia nel campionato spagnolo. 

Oltre a Carriço e Pareja, il Siviglia non può contare su Kolo e N'Zonzi, colpiti dalla salmonellosi dopo il barbecue con tortilla di patate preparato da Gameiro, preferito a Immobile (partito dalla panchina insieme all'altro nuovo acquisto Konoplyanka) per guidare l'attacco. In difesa recupera l'ex milanista Rami. Luis Enrique deve fare a meno di Jordi Alba e Neymar, alle prese con gli orecchioni, senza dimenticare i nuovi acquisti Aleix Vidal (ex di turno come Rakitic) e Arda Turan che non potranno essere schierati fino a gennaio per il blocco del mercato. Gioca titolare Rafinha (figlio di Mazinho), autore della rete del 3-1 a fine primo tempo su assist di Suarez, che a inizio ripesa cala il poker. Poi capitan Reyes accorcia le distanze prima di lasciare il posto a Konoplyanka. Dall'altra parte la fascia di capitano del Barça passa da Iniesta, sostituito da Sergi Roberto, a Messi. Un'ingenuità di Mathieu (ammonito) consente a Gameiro di riaprire la partita su rigore. Luis Enrique prova a correre ai ripari inserendo un difensore (Bartra) al posto di Rafinha e avanzando Mascherano al fianco di Busquets in mezzo al campo. Emery risponde giocandosi la carta Ciro Immobile, che al primo pallone toccato beffa Bartra e sforna l'assist per il 4-4 di Konoplyanka.

Si va ai tempi supplementari. Fuori Mascherano, dentro Pedro. Che segna il gol decisivo, ribadendo in rete una respinta del portiere Beto sul tiro di Messi. Al minuto 115, proprio come nel 2009 contro lo Shakhtar Donetsk. Un ultimo regalo prima dell'addio, visto che lo stesso Pedro ha chiesto di essere ceduto: nel suo futuro c'è l'Inghilterra, dove lo aspetta il Manchester United. 

ALBO D'ORO: 
1972 Ajax; 1973 Ajax; 1974 Non disp. 1975 Dinamo Kiev; 1976 Anderlecht; 1977 Liverpool; 1978 Anderlecht; 1979 Nottingham Forest; 1980 Valencia; 1981 Non disp. 1982 Aston Villa; 1983 Aberdeen; 1984 Juventus; 1985 Non disp. 1986 Steaua Bucarest; 1987 Porto; 1988 Mechelen: 1989 Milan; 1990 Milan; 1991 Man. United; 1992 Barcellona; 1993 Parma; 1994 Milan; 1995 Ajax; 1996 Juventus; 1997 Barcellona; 1998 Chelsea; 1999 Lazio; 2000 Galatasaray; 2001 Liverpool; 2002 Real Madrid; 2003 Milan; 2004 Valencia; 2005 Liverpool; 2006 Siviglia; 2007 Milan; 2008 Zenit; 2009 Barcellona; 2010 Atletico Madrid; 2011 Barcellona; 2012 Atletico Madrid; 2013 Bayern; 2014 Real Madrid; 2015 Barcellona.