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L'asse si è sfasciato. Agitato e animato da un doppio polo, due estremi alleati contro il progetto della Superlega. Il governo e il popolo si sono uniti nella battaglia contro l'élite del calcio: da una parte Boris Johnson, la cui rigidità ha messo in guardia i sei club inglesi; dall'altra i tifosi. Loro, vera anima del football, sono letteralmente scesi in strada. Striscioni e scritte hanno addobbato gli stadi d'Inghilterra: da Anfield all'Emirates fino a Stamford Bridge, dove un migliaio di fan si è riversato tra le streets di Londra per protestare prima della sfida contro il Brighton. Il progetto è naufragato, il calcio europeo è spaccato. Ma queste ore restano caldissime. 

13.40 UFFICIALE: anche la Juve si è espressa sul progetto, definendo ridotte le possibilità di riuscita

13.33
Intervenuto in conferenza stampa, Ronaldo Koeman, tecnico del Barcellona, ha dichiarato: "Ho parlato ieri col presidente che mi ha spiegato la posizione del club. C'è stato così tanto movimento intorno a questo argomento che non ho intenzione di dare la mia opinione in merito. Nessuno sa cosa accadrà e dobbiamo aspettare. Io voglio il meglio per il club. Non sono il portavoce del club, c'è il presidente. Il mio lavoro è preparare le partite. Se c'è qualcuno che dovrebbe parlare di questo tema, è senza dubbio il presidente. Io ho parlato ieri con lui, non so se i giocatori gli hanno chiesto qualcosa, non mi interessa visto che domani giochiamo contro il Getafe. La Uefa parla molto, ma non fa nulla e non ascolta giocatori né allenatori in merito al numero di partite che giochiamo. Per la Uefa la cosa più importante è il denaro". 

13.23 UFFICIALE anche l'addio del Milan: QUI il comunicato del club rossonero

12.01 UFFICIALE: dopo l'Atleti, nemmeno l'Inter fa più parte della Superlega. QUESTO il comunicato del club nerazzurro
11.56 UFFICIALE: anche l'Atletico Madrid lascia la Superlega, QUI il comunicato.

11.46 Naufragio -
Il progetto Superlega è ufficialmente fallito. Lo annuncia Andrea Agnelli alla Reuters

11.14 Mosse Spagna - Il rischio, concreto, è che tra poche ore si resti in tre. In Spagna, infatti, Atletico e Barcellona sono sempre più dubbiose e il vincolante voto dei soci blaugrana fa pensare a un dietrofront anche in Catalogna. Lì dove si è espresso in maniera chiara Gerard Piquè, simbolo dello spogliatoio a cui manca la fascia solo in maniera simbolica. "Il calcio appartiene ai tifosi, oggi più che mai" ha twittato il difensore, che in serata dovrebbe parlare a una tv iberica. Negli stessi istanti (alle 22) scende in campo il Real Madrid, tra le pochissime superstiti del progetto guidato dal proprio presidente, Florentino Perez. Per la sfida contro i Blancos, il Cadice imiterà il Leeds e indosserà una maglia con il messaggio: "Superlega? Il calcio è di tutti!". I tifosi dell'Atletico, invece, preparano la rivolta. Il Frente Atletico, infatti, sta organizzando una manifestazione di massa al Wanda Metropolitano, mentre sui social è partita la protesta collettiva contro i dirigenti del club. Una voce forte e chiara che in Inghilterra ha già ribaltato tutto. Per la Superlega sarà un'altra giornata di fuoco. 

11.00 Silenzio Italiano - Tutto tace sul fronte italiano. O quasi, perché solo l'Inter - in maniera informale - ha spiegato all'Ansa la propria posizione: il progetto non interessa più, anche i nerazzurri salutano. Ma di ufficiale, al momento, non c'è nulla. Silenzio, invece, da casa Milan, all'indomani della lettera con cui l'ad rossonero Gazidis aveva mostrato i benefici della Superlega in una lettera agli sponsor. E allora attenzione alle prossime ore, dove inevitabilmente dovranno arrivare mosse dei club meneghini. Tace anche Andrea Agnelli, il vero e più grande sconfitto insieme all'amico Florentino Perez: il presidente bianconero, anche nelle scorse ore, ha garantito un patto di sangue, prontamente smentito dai fatti.