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Quella della Superlega potrà essere ufficialmente ricordata come un'autentica guerra tramutatasi presto da scontro lampo, nato e conclusosi in 48 ore, a un confronto di logoramento fatto di piccole battaglie, perlopiù legali che continua ad avere strascichi e aggiornamenti che si sviluppano di giorno in giorno. E proprio dalle aule dei tribunali potrebbero presto arrivare novità perché nelle ultime 24 ore due nuove iniziative hanno visto coinvolti sia i 12 club (Inter, Milan, Juve, Real Madrid, Atletico Madrid, Barcellona, Chelsea, Arsenal, Manchester City, Manchester United, Tottenham e Liverpool) sia la Uefa (e più marginalmente la Fifa). E proprio dagli uffici legali di Nyon si aspetta ora la prossima mossa.

LA LETTERA DELLE 6 INGLESI - Riavvolgendo il nastro di sole 24 ore, la prima novità è ancora una volta marchiata tutta dal made in England. I 6 club inglesi hanno fatto sapere infatti alle altre 3 società già uscite dalla Superlega (Inter, Milan e Atletico Madrid) che hanno pronta una lettera (LEGGI QUI) da inviare a Florentino Perez, Agnelli e Laporta affinché entro 4 settimane convochino una riunione del consiglio della Superlega per sciogliere la società. In caso di rifiuto dei tre club ancora rimasti ufficialmente dentro, si potrebbe avviare una nuova causa legale interna ai 12 club.

LA MISSIVA DEL TRIBUNALE DI MADRID - Juventus, Real Madrid e Barcellona si fanno però forza della sentenza del Tribunale commerciale di Madrid riportata da El Confidencial, che negli ultimi giorni ha scritto direttamente ai vertici della Uefa (LEGGI QUI) schierandosi apertamente contro, o meglio proibendo, alla federcalcio europea di escludere dalla Champions League le tre società rimaste ancora all'interno della Superlega. 
PALLA ALLA UEFA -
Una sentenza che ora è finita sulle scrivanie anche dei giudici della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che dovrà dare interpretazione delle norme rilevanti nella procedura e con tale interpretazione che sarà vincolante per il giudice nazionale e per tutti gli altri giudici Ue che si troveranno ad affrontare una questione analoga (in particolare sulla posizione di monopolio nella redistribuzione degli introiti da diritti tv). La palla, quindi, passa ora ancora una volta nelle mani di Aleksander Ceferin, numero uno della Uefa, che ha sede in Svizzera e quindi all'esterno dei confini dell'Unione Europea. Userà il pugno duro e andrà dritto verso l'esclusione dei 3 club oppure accetterà di scendere a patti con i dissidenti? La guerra di logoramento continua e le trincee scavate sono sempre più profonde.


@TramacEma