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Il Milan torna a casa dall'amichevole a Monza con tante indicazioni positive, dalla buona prova di Mauri e Poli all'incoraggiante crescita di Cerci, ma non mancano anche note stonate nella serata del Brianteo: de Jong non ha brillato e soprattutto Suso è sembrato fuori dal gioco dei rossoneri.

SPAESATO - E' passato quasi un anno dal suo arrivo a Milano ma Suso non si è ancora abituato al calcio italiano: arrivato a gennaio del 2015 dal Liverpool lo spagnolo classe '93 non è mai riuscito a imporsi con la maglia rossonera, trovando poco spazio con Inzaghi e ancor meno con Mihajlovic; 6 presenze tra Campionato e Coppa Italia nel 2014/15 con un solo assist nel curriculum, una deludente apparizione contro l'Empoli in questa stagione. Un rendimento non all'altezza delle aspetattive e soprattutto un dilemma tattico, visto Mihajlovic non è ancora riuscito a inquadrare il giocatore. Suso infatti non è riuscito a incidere come trequartista nè contro l'Empoli nè contro il Monza con troppi errori non forzati in appoggio e anche come esterno sinistro nel 4-4-2, esperimento proposto ieri al Brianteo, non ha convinto: manca il passo per fare da stantuffo sulla fascia e anche i cross non sono stati efficaci per le punte. Certamente il peso di due anni tra Liverpool e Milan vissuti senza fortuna anche a causa di un lungo infortunio all'inguine blocca il ragazzo e l'arrivo di un nuovo diretto concorrente non aiuta a sgombrare la mente da pensieri scomodi.
L'OMBRA DEL BOA - Tornato ad allenarsi a Milanello in attesa di risolvere il contratto che lo lega allo Schalke 04, Kevin Prince Boateng è tornato ieri ad indossare la maglia rossonera: 45' contro  il Monza in amichevole, una prestazione nel complesso positiva che ha dato indicazioni sullo stato di forma del ghanese. La condizione atletica è comprensibilmente da rivedere: il lungo periodo di inattività in Germania dopo la rottura con il club di Gelsenkirchen ha appesantito il Boa che però ha mostrato di avere ancora nelle proprie corde le giocate che lo hanno reso un beniamino dei tifosi del Milan nei tre anni in Serie A, conclusioni dalla distanza, colpi di classe, prestanza fisica e soprattutto la volontà di rimettersi in gioco. L'intensità messa nei primi allenamenti a Carnago e la disposizione al sacrificio hanno impressionato positivamente Mihajlovic che si è dato disponibile a valutare Boateng fino al 31 dicembre: se lo staff tecnico e quello medico avranno garanzie sulla sua tenuta fisica e non ci saranno problemi con lo Schalke il Milan potrebbe anche decidere di tesserare il ghanese come rinforzo per l'attacco e la trequarti. Questo e l'agognato ritorno di Menez chiuderebbero gli spazi agli altri '10' della rosa e se la situazione di Honda va monitorata attentamente, con la società che pronta a prendere provvedimenti dopo le ultime dichiarazioni del giapponese, appare chiaro come la posizione di Suso sia sempre più a rischio: già vicino a lasciare Milano la scorsa estate, per lui potrebbe profilarsi a gennaio la partenza in prestito per cercare il rilancio altrove. Pretendenti in Spagna e in Inghilterra, ma anche in Italia non mancano club interessati: finora lo spagnolo ha rifiutato ogni destinazione, ma senza spazio potrebbe cambiare idea e accettare il trasferimento, con la consapevolezza che il Milan crede sempre nelle sue potenzialità. Non un addio dunque, Suso e i rossoneri pensano a un arrivederci per la prossima sessione di mercato.

Federico Albrizio
@Albri_Fede90