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I fuori ufficio: ora di finirla, o no?
Statali, dipendenti pubblici: in totale e sommando ogni categoria ed Ente o branca della Pubblica Amministrazione un po' meno di tre milioni e mezzo di lavoratori. A settembre 2021 (un anno e mezzo dopo il grande e generale lockdown di marzo 2020) in smart working (meglio dire in lavoro da casa) il 37,2% di loro. In termini assoluti circa 1,2 milioni. Molto diversamente distribuiti: per Ministeri e Agenzie si lavora da casa al 70 per cento. Sanità e Trasporti lavorano da casa a meno del 10 per cento. Il governo manifesta intenzione di riportare in ufficio almeno la metà di coloro che lavorano da casa lasciando il cosiddetto smart working solo al 15% delle presenze...non in presenza. Per Ministeri e Agenzie sarebbe un calare dal 70 al 15 per cento, una migrazione di massa da casa all'ufficio. L'utenza, i cittadini utenti della Pubblica Amministrazione, spesso segnalano che è ora che i fuori ufficio ci tornino. I sindacati si oppongono. E questa è già una pista.

Tamponi, il fesso che li paga.
Tamponi, accordo sui tamponi tra sindacati e imprenditori. L'accordo dice che i tamponi per accedere al posto di lavoro non li devono pagare né i lavoratori né le aziende. E allora chi? Che domanda! Li deve pagare lo Stato.
Lo Stato chi? I contribuenti, gli unici che danno soldi allo Stato. E chi sono i contribuenti? Soprattutto e di sicuro lavoratori dipendenti e aziende (i più tassati). Però tutti soddisfatti dell'accordo che accollerebbe allo Stato (cioè ai contribuenti, cioè a se stessi) il costo dei tamponi. E' che niente, non ce la si fa. L'idea, la consapevolezza che i soldi pubblici non sono soldi di nessuno attecchisce come roseto in fondo al mare. Nelle filastrocche da oratorio del tempo che fu spesso si cantava "e sempre sia lodato quel fesso che ha pagato". Siamo ancora lì: il "fesso" che deve pagare è lo Stato. E, se paga a debito, il debito è suo, mica nostro. Debito? I tedeschi lo considerano una colpa e ne sono ossessionati. Noi lo consideriamo una figata pazzesca e ne siamo innamorati.
Obbligo vaccini, pro memoria di quante volte.
Obbligo di un vaccino cosa inaudita? Inaudita proprio no, anzi frequente e pure antica.
Corriere della Sera ha riassunto per smemorati. Vaccino obbligatorio per il vaiolo dal 1888 al 1981, obbligo caduto due anni dopo la completa eradicazione del virus dalla popolazione umana. Vaccino anti difterite reso obbligatorio nel 1939. Vaccino obbligatorio anti poliomielite obbligatorio nel 1966. Vaccino anti tetano obbligatorio nel 1968. Obbligatorio nel 1991 vaccino anti epatite B. E dal 2017 obbligatori vaccini anti morbillo, parotite, varicella. Un secolo e mezzo di dittatura sanitaria?

Monopattini elettrici e l'età che non torna.
Regione Lombardia annuncia legge che, oltre al sacrosanto obbligo di casco e assicurazione, vieterebbe l'uso dei monopattini elettrici ai minori di 18 anni. Quindi a 14 anni si potrebbe guidare un motorino e una delle "macchinette" per adolescenti ma un monopattino no?