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Al Milan serviva questa vittoria, ma soprattutto questa partita, piena di gioco e di occasioni. Le due sconfitte consecutive con Sassuolo e Lazio potevano lasciare una striscia di veleni in casa rossonera e invece questi 90 minuti hanno cancellato molte paure. Il Milan che ha battuto il Benevento, squadra viva e pronta alla volata finale per la salvezza, ha ricordato il vecchio Milan, quello che creava palle-gol con facilità, che attaccava con qualità e che sbagliava troppo. Questo è stato anche stavolta l’unico difetto della sua gara, ha costruito 11 nitide occasioni da rete e ne ha realizzate solo due. Troppi sbagli in zona-gol di Ibrahimovic, ma anche grandissime parate di Montipò.

GLI SCONTRI DIRETTI - In attesa dei risultati di Atalanta, Juve e Napoli, il Milan si è ripreso per il momento il secondo posto e ha dimostrato di essere pronto per la sfida-Champions con la Juventus del prossimo turno. Nonostante la sconfitta possiamo dire lo stesso del Benevento, squadra viva, determinata e sorretta da una buona condizione fisica. La salvezza della squadra di Inzaghi passerà dallo scontro diretto in casa col Cagliari. Perdere a San Siro contro il Milan ci sta, eccome, ma quello che deve confortare Pippo è l’atteggiamento della sua squadra, capace di giocare con coraggio e personalità e di essere pericolosa più di una volta fino all’ultimo minuto.

SUBITO SHOW - Il primo quarto d’ora è stato scoppiettante. Il Milan ha segnato dopo appena 6', con un’azione nata, elaborata (attraverso Kessie), rifinita (con il tocco laterale per Saelemaekers) e conclusa da Calhanoglu. Azione fatta bene davvero, velocissima, tecnica e impreziosita dal velo di Kessie per il turco. Ma il Benevento ha fatto capire subito che quella rete non l’avrebbe piegato e tanto meno l’avrebbe spinto a una resa rapida. E lo ha dimostrato 5 minuti più tardi, con un’occasione (assist stupendo con un lancio di esterno di Viola) non sfruttata da Lapadula. La partita è andata avanti così, ad alta velocità e intensità, fino al 45', con pericoli per Donnarumma, ma soprattutto per Montipò, diventato protagonista già nel primo tempo con tre parate fantastiche e decisive su Leao, Hernandez e Ibrahimovic.

MILAN SPRECONE - Decisa a non mollare, la squadra di Inzaghi ha cercato di giocare alla pari con un avversario tecnicamente molto più forte, ha spinto molto e si è scoperta, concedendo al Milan il contropiede guidato da Calhanoglu e Kessie, recuperati ai loro livelli. Ma era in partita anche Leao, più coinvolto di altre volte nella fase difensiva, così da sostenere Hernandez e da assisterlo quando il terzino avanzava. Era un Milan molto vicino a quello dei suoi giorni migliori. Merito del ritorno di Ibrahimovic? Mah, non ne saremmo così certi. Ibra ha creato, è vero, ma ha sbagliato tutte le palle-gol che gli sono capitate e ha trascorso il primo tempo (e parte del secondo) a lamentarsi di continuo, allargando sconsolato le braccia quando non gli arrivava la palla buona. Quando poi Kessie, Calhanoglu, Saelemaekers e infine Hernandez gliel’hanno messa su un piatto d’argento, Zlatan le ha scaraventate tutt’e quattro sul piede o sulla coscia di Montipò. Ha pure discusso con Calhanoglu che a fine primo tempo forse se n’è ricordato: "Con Ibra o senza, siamo uguali, magari con lui c’è più esperienza".

BENEVENTO VIVO - Dopo l’1-0, fra Milan e Benevento c’erano 38 punti di differenza, in campo questa distanza si è vista sul piano tecnico non sul piano del temperamento, del ritmo e della personalità. La squadra di Pippo Inzaghi ha cercato a lungo il pareggio, guidata da Viola e sostenuta dai muscoli di Dabo, ha giocato con coraggio, già nei primi 45' è arrivata tre volte al conclusione nello specchio, con Ionita, Viola (direttamente da calcio d’angolo) e Depaoli (deviazione determinante in area piccola di Hernandez). Il Benevento ha chiesto, con qualche ragione, il secondo giallo per Bennacer per un fallo su Dabo, ma Calvarese l’ha graziato. Così Pioli nell’intervallo lo ha lasciato negli spogliatoi e lo ha sostituito con Tonali. Perdere un uomo, con un Benevento così in partita, non era proprio il caso. Piccolo particolare a proposito di gialli: il Milan - escluso Castillejo - ha evitato altre ammonizioni per i 5 diffidati che così saranno a disposizione contro la Juve.

UN QUARTO D’ORA, 5 OCCASIONI, 1 GOL - Nel primo quarto d’ora della ripresa il Milan ha addirittura aumentato la produzione offensiva, sia come quantità che come qualità. Prima di raddoppiare ha avuto 4 occasioni su cui Montipò si è esaltato come aveva fatto nei primi 45', due volte su Ibrahimovic, poi hanno sbagliato misura Calhanoglu e Saelemaekers. Montipò sarebbe stato decisivo anche nell’azione del 2-0 rossonero, respingendo un’altra conclusione a botta sicura dello svedese, solo che nessun difensore sulla ribattuta ha marcato Hernandez che ha ricacciato la palla in rete. Nell’occasione, Ibra era tenuto in gioco da Barba.

MONTIPO’ E LA PERSONALITA’ - E’ vero che il protagonista era Montipò, capace di evitare almeno 5 gol, ma va detto che il Benevento, pur lasciando troppi spazi, stava continuando ad attaccare giocando con personalità e facendosi pericoloso con Dabo, Iago Falque, Lapadula e poi Roberto Insigne che aveva preso il posto di Iago Falque, un cambio offensivo per Inzaghi. I campani hanno chiuso in attacco, mentre Brahim Diaz ha sbagliato il 3-0. In pieno recupero, Castillejo si è fatto scioccamente ammonire: era uno dei 6 diffidati rossoneri e dovrà saltare la Juve.


 



IL TABELLINO

Milan-Benevento 2-0 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 5' pt Calhanoglu (Mil), 16' st Hernandez (Mil)

Assist: 5' pt Saelemaekers (Mi)

Milan (4-2-3-1): G. Donnarumma; Dalot, Tomori, Romagnoli, Hernández (dal 29' st Calabria); Bennacer (dal 1' st Tonali), Kessie; Saelemaekers (dal 29' st Castillejo), Çalhanoğlu (dal 40' st Diaz), Leão (dal 29' st Rebic); Ibrahimović. A disp.: Tătăruşanu; Calabria, Gabbia, Kjær, Kalulu; Krunić, Meïte, Tonali; Castillejo, Hauge, Díaz; Rebić. All.: Pioli.

Benevento (4-3-2-1): Montipò ; Depaoli , Glik, Caldirola, Barba ; Dabo  (dal 40' st'’ Tello sv), Viola , Ionita ; Iago Falque  (dal 19' st Insigne ), Improta 6 (dal 31' st Caprari ); Lapadula 6 (dal 31' st  Gaich ). All. F. Inzaghi