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Lazio-Milan sarà il posticipo della 33a giornata in programma domani sera. Uno scontro diretto per la Champions che il doppio ex Mauro Tassotti ha presentato così: "Sono le mie squadre, quelle alle quali sono affezionato. La prima mi ha aperto la strada al professionismo e ci ho vissuto gli anni della formazione, nell'altra ho passato tutto il resto della mia carriera - ha raccontato a Tuttosport - La Lazio deve vincere per sperare di arrivare tra le prime quattro, il Milan ha ancora margine anche se ultimamente è diminuito. Ibra e Kessie sono i giocatori che possono deciderla per i rossoneri, l'ivoriano ha tirato la carretta per tutto il campionato senza mai fermarsi. Nella squadra di Inzaghi scelto Immobile, che sta segnando tanto da anni, Milinkovic e Acerbi".

GLI ALLENATORI - "Hanno fatto un gran lavoro. Inzaghi ha portato la Lazio in alto, vincendo anche Coppa Italia e Supercoppa oltre a tornare in Champions. Difficile chiedergli di più. Se l'anno scorso non fosse arrivato il blocco del campionato avrebbero anche potuto vincere lo scudetto. Pioli ha lavorato bene in una situazione complicata in cui si parlava già dell'arrivo di Rangnick. E' stato bravo Maldini a sostenerlo e fargli sentire la fiducia della società. I rigori al Milan? Sono al conseguenza del dominio del gioco".

OBIETTIVO SCUDETTO - "Sono stati in testa per molto tempo, giustamente ci hanno provato. Il Milan sta ottenendo risultati positivi da un anno, è la squadra che in questa stagione a retto più delle altre il ritmo dell'Inter. Poi è calato anche a causa degli infortuni, in particolare quelli di Ibra, Bennacer e Romagnoli che sono stati a lungo fuori".

LOTTA CHAMPIONS - "Difficile che ci vadano sia il Milan che la Lazio. L'Inter ha il posto sicuro, la Juve difficilmente resterà fuori. Sarà una sfida equilibrata con molti scontri diretti".
IL NUOVO TASSOTTI - "Io sono stato 17 anni di fila al Milan, spero che Calabria, che gioca nel mio ruolo, possa fare lo stesso percorso. E' un giocatore forte che può fare una carriera importante. E' chiaro che intorno deve avere una squadra di livello per puntare alla Champions. Lazzari è l'acquisto azzeccato della Lazio. Si è ambientato subito e può crescere ancora. Gioca nella mia stessa zona di campo ma con caratteristiche diverse: io dovevo difendere, lui agisce più avanti". 

MERCATO - "Mykolenko? Io non ci ho mai parlato con il Milan. Quando mi hanno chiesto un profilo interessante del calcio ucraino ho fatto il suo nome. E' un giocatore giovane che potrebbe servire ai rossoneri, ma bisogna dargli il tempo di crescere. Sheva prima o poi vuole allenare un club. Come ct dell'Ucraina sta facendo molto bene, lo dimostrano i risultati".

FUTURO - "Io di nuovo in rossonero? Vado dove mi porta il mio lavoro, l'importante è come ci si sente a lavorare. Al Milan sono arrivato a 20 anni andandomene a 56, mi hanno adottato. E' la mia casa e il posto dove sono stato meglio. 36 anni di calcio sono una vita. Da vice stavo benissimo, si era creato un rapporto che andava al di là del lavoro e io mi sentivo realizzato così".