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Roma-Napoli è finita 0-0 con due espulsi, non dal campo ma dalle panchine, questo per far capire la tensione che all’Olimpico si tagliava a fette. Prima l’agitatissimo Mourinho (doppio giallo, il secondo per aver scalciato l’aria davanti alla sua panchina dopo una decisione dell’arbitro non gradita), poi Spalletti prima di rientrare negli spogliatoi per un applauso che il permaloso Massa ha interpretato come ironico, ma in realtà è sembrato un applauso sincero anche se l’arbitro di Imperia non aveva diretto bene una partita che Roma e Napoli hanno chiuso sullo 0-0, dopo un primo tempo leggero e un secondo assai più vibrante. Col pareggio, il Napoli ha agganciato in testa alla classifica il Milan che sabato sera era scappato a +2, mentre alla Roma è servito come risposta dopo la mortificazione in Coppa.

iL POST-NORVEGIA. La squadra di Mourinho ha giocato il primo tempo proprio come se avesse qualcosa da farsi perdonare, un peccato mortale, una umiliazione, come si era capito già al momento dell’annuncio delle formazioni, quando José ha spedito in tribuna cinque protagonisti di quel disastro, Reynolds, Diawara, Villar, Borja Mayoral e Kumbulla. Messaggio chiaro, vediamo se ricevuto. La Roma ha giocato col 6-1 norvegese ben impresso in testa, ha messo in campo tutta l’aggressività di cui è capace, tutta l’attenzione e tutta la concentrazione necessarie per una sfida del genere. Non a caso l’unica palla-gol del primo tempo è arrivata da un lancio per Abraham di Cristante che aveva strappato il pallone dai piedi di Zielinski. Poi però l’ex centravanti del Chelsea, dopo aver retto il recupero di Rrahmani, in piena area di rigore e davanti a Ospina ha allargato troppo l’interno destro e ha sbagliato la mira. Il Napoli, a sua volta, non poteva trovare avversario più duro. Giovedì aveva letteralmente sfondato i campioni di Polonia del Legia Varsavia, all’Olimpico invece soffriva, soprattutto nella fase di costruzione della manovra, il pressing della squadra di Mourinho.

MARCATURE A UOMO. José aveva capito che per inaridire la triplice fonte di gioco di Spalletti doveva usare un’arma antica ma sempre efficace, la marcatura a uomo. Così ha messo Pellegrini su Fabian Ruiz (che Spalletti aveva abbassato davanti alla difesa), Cristante su Zielinski e Veretout su Anguissa. Li seguivano ovunque. Poi, per effetto di moduli che si somigliavano, anche nelle altre zone del campo le marcature erano dirette: Mario Rui ha sofferto Zaniolo all’inizio, poi non nel finale; Di Lorenzo ha trovato in Mkhitaryan un avversario che gli ha concesso spazio e lui lo ha sfruttato per i suoi continui inserimenti; Karsdorp si è imbattuto in Insigne e lo ha retto bene solo nei primi 20'; infine Viña ha ingaggiato un duello di gamba a tutta fascia con Politano. La Roma ha limitato al massimo gli attacchi di Osimhen, togliendo la profondità al nigeriano.

POCO SPETTACOLO. Il primo tempo non è stato entusiasmante. All’unica palla-gol di Abraham ha risposto Osimhen che al 40' è arrivato davanti a Rui Patricio (tiro ribattuto col corpo dal portiere portoghese) su lancio di Insigne, il guardalinee Vivenzi ha alzato la bandierina e Massa ha fischiato il fuorigioco. Ma se la palla fosse entrata, sarebbe intervenuto il Var e dalle immagini televisive quella posizione di fuorigioco era in forte dubbio. Nel finale del primo tempo Massa ha graziato prima Osimhen (un colpo proibito a Mancini) e poi Abraham, che in gioco pericoloso ha centrato la testa di Zielinski: l’inglese era già ammonito, sarebbe bastato un giallo per metterlo fuori. Proprio Abraham era stato protagonista di una “quasi sostituzione” per un colpo alla caviglia: uscito dal campo per le cure, mentre Shomurodov si stava scaldando, e rientrato senza permesso, era stato ammonito.

PRIMA DA LIGA... Nel secondo tempo è iniziata una partita completamente diversa. O meglio, sono iniziate altre due partite ben distinte l’una all’altra. I primi 20' sono stati tutti del Napoli, con un possesso palla che ha sfiorato l’80 per cento. Napoli da Liga, per il modo in cui costruiva senza perdere mai il controllo del pallone. La Roma non riusciva a ripartire, era come ipnotizzata da un avversario che si muoveva attraverso la ragnatela di Fabian Ruiz e Anguissa. E’ stato il periodo in cui la squadra di Spalletti è andata vicinissima al gol con una doppia occasione nella stessa azione, prima il palo di Osimhen (anche se l’ultimo tocco è stato probabilmente di Ibanez) e un attimo dopo il tiro a colpo sicuro di Mario Rui su cui Karsdorp ha fatto il miracolo deviando in angolo. Poco dopo, ancora una traversa (parte alta) di Osimhen con un colpo di testa su angolo di Zielinski. ...

POI DA PREMIER LEAGUE. La Roma è ripartita da quella occasione e nei 30' (recupero compreso) successivi la partita si è impennata con un’intensità e un ritmo incredibili, diventando una gara da Premier League. Un’azione di qua, un’altra di là, sempre ad alta velocità. A un’occasione di Pellegrini (palla alta in scivolata) ha risposto un gol di Osimhen annullato per evidente fuorigioco, e nel mezzo un’altra ottima possibilità per la Roma con un colpo di testa di Mancini (fuori) su punizione di Pellegrini. Mourinho aveva cercato di alzare la velocità con El Shaarawy al posto di uno spento Mikhytarian, Spalletti aveva replicato con Elmas e Lozano per Zielinski e Politano, poi anche con Mertens (messo alle spalle di Osimhen) per Insigne (ed Elmas a sinistra). Il pareggio alla fine era il risultato più giusto. 



IL TABELLINO

ROMA-NAPOLI 0-0 

Espulso all'81' Mourinho (R) per doppia ammonizione.

Ammoniti: Abraham, Pellegrini, Elmas, Mancini

ROMA: Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Viña; Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan (66' El Shaarawy); Abraham (86' Shomurodov). All.: Mourinho.

NAPOLI: Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Fabian Ruiz, Zielinski (70' Elmas); Politano (70' Lozano), Osimhen, Insigne (82’ Mertens). All.: Spalletti.