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Carlos Tevez è un giocatore destinato a far parlare di sè anche quando l'attaccante della Juventus si trova ad essere chiamato in causa senza volerlo. Se nessuno ha dubbi sulla sua imprescindibilità nel gioco dei bianconeri, in Argentina le sue continue esclusioni dalla nazionale sono diventati ormai un caso. Nemmeno l'avvicendamento di Sabella col Tata Martino è servito a far riscoppiare l'amore tra l'Apache e la Selecciòn, visto che l'ex Manchester City è stato escluso dalle prime convocazioni del nuovo ct e difficilmente tornerà a far parte del gruppo in tempi brevi. Ma la vera notizia del momento è che i tifosi del West Ham, la sua prima squadra in Premier League dopo l'esperienza al Corinthians, lo hanno eletto suo malgrado come testimonial della protesta contro la società e in particolare contro il manager Sam Allardyce che andrà in scena martedì prossimo, in occasione della gara di Capital One Cup contro lo Sheffield United. 

NOSTALGIA PER L'APACHE - Motivo del malcontento dei supporters degli Hammers è una campagna acquisti che non ha portato i rinforzi desiderati nel reparto offensivo, nonostante l'arrivo dell'ex Lazio Mauro Zarate e del centravanti ecuadoregno Enner Valencia per 10 milioni di euro e la presenza in rosa di Andy Carroll, bloccato però da un lungo infortunio Nella scorsa stagione, il West Ham ha segnato una media di 1,04 reti a partita in campionato, una delle peggiori in assoluto, e una della critiche maggiori rivolte a "Big Sam" è quella di praticare un calcio estremamente difensivo. Da qui, l'idea di indicare Tevez come simbolo del disagio indossando la sua maschera allo stadio, in quanto l'argentino rappresenta nell'immaginario collettivo l'ultimo grande bomber arrivato a Upton Park e soprattutto l'uomo del miracolo salvezza nel 2007 con la rete decisiva all'Old Trafford.