Lilian Thuram, ex difensore di Parma, Juventus e Barcellona, autore del libro "Le mie stelle nere" parla dell'Italia, del razzismo e di Salvini in una lunga intervista a FamigliaCristiana.it: "Come mi troverei nell'Italia di Salvini? Ascolta, io nel 2002 giocavo in Italia quando Jean Marie Le Pen arrivò al ballottaggio contro Chirac nelle elezioni presidenziali francesi. Io allora mi vergognai di essere francese. Mi dissi: come si può arrivare a questo? Oggi, se fossi italiano, proverei lo stesso sentimento. Troverei  vergognoso vedere il mio paese rappresentato da un tale personaggio". 

SULLE PREOCCUPAZIONI - "Sono preoccupato prima di tutto perché, come è evidente, io sono un nero e so che il razzismo non è uno scherzo. Sono preoccupato perché il razzismo è sempre una violenza e tante persone di pelle bianca non si stanno rendendo conto quanto può essere pericolosa l’ascesa dell’estrema destra in Europa. Il primo atto del razzismo è dire che la presenza di certe persone non è legittima. È quello che oggi si dice nei confronti di tanti stranieri e il colore della pelle subito ti identifica come straniero". 
SULLA CHIUSURA DELLE FRONTIERE - "È la tentazione di dire: il mondo è nostro, soltanto di noi europei. È una tentazione pericolosa, come un mondo in cui i maschi dovessero comandare sulle donne e su tutti gli altri, decidendo anche per conto degli altri. Il razzismo nasce anche da queste chiusure, dalla volontà di non condividere le ricchezze del mondo. Molti ritengono giusto e danno per scontato che ci siano Paesi poveri. Chi oggi dice che in Europa si sta male non ha una vera visione del mondo. Sembra che l’immigrazione sia il problema maggiore dell’Europa, ma forse c’è tutto un sistema economico mondiale che va messo in discussione". 

SUL RAZZISMO NEL CALCIO - "Il calcio non è fuori dal mondo. Se c’è razzismo nella società lo trovi anche dentro gli stadi di calcio. Purtroppo il razzismo è una visione del mondo".