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'Non sono tifoso di calcio. Non andrò mai allo stadio'. Stadi, ultrà: le sole parole mettono ansia ad Alessio Maltese, 24 anni, dopo il grave episodio di cui è stato vittima domenica. Aggredito perché siciliano, fuori dal 'Rigamonti' prima di Brescia-Palermo. Ragusano, in Lombardia per studiare, Alessio era lì per caso. 'Vicino alla biglietteria, ma non per entrare allo stadio. Volevo prendere un caffè, avevo scambiato qualche chiacchiera con due persone. Una doveva prendere un biglietto. L'ho accompagnata'.

Il bollettino dell'idiozia: contusioni varie, una costola fratturata, un trauma a un polmone, venti giorni di prognosi. 'Erano in cinque: non so se ci stessero seguendo o no, se avessero notato l'accento. Me li sono ritrovati addosso e ho fatto di tutto per scappare. Gli stadi non fanno per me perché è rischioso. Ho visto solo partite della Nazionale'. Adriano Paroli, sindaco di Brescia, ha incontrato Alessio ieri pomeriggio, per manifestare il dispiacere dei cittadini onesti. Solidarietà pure dall'assessore provinciale allo sport, Mandelli.

La mamma Rosanna Vacirca, insegnante elementare, ieri è partita per Brescia: 'La notte - dice - non ho chiuso occhio. Mi sembrava di impazzire, fra notizie frammentarie e mio figlio irrintracciabile fino a tarda sera. Alessio è un ragazzo meraviglioso, lontano dalla violenza. Il calcio lo segue alla tv, mai allo stadio. Rabbrividisco al pensiero che poteva finire peggio. Dopo le vacanze a Ragusa era partito per Brescia, dove studia Fisica all'università Cattolica. Doveva sostenere un esame oggi (ieri, ndr)'.

Il sindaco Nello Di Pasquale si è messo in contatto con la polizia di Brescia: 'Atto di teppismo inammissibile. Mi auguro che i colpevoli siano presto individuati e puniti. Basta con certa frangia politica che continua a ritenere i siciliani di serie C'. Sdegno dal presidente provinciale del Coni, Sasà Cintolo: 'La violenza nello sport è una mala pianta da estirpare'.

(La Gazzetta dello Sport - Edizione Sicilia)