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Dopo Altafini, Amauri, Da Costa, Eder, Fantoni, Guarisi, Jorginho, Thiago Motta ed Emerson Palmieri ecco un altro brasiliano, naturalizzato italiano, d’Azzurro vestito. Stiamo parlando di Rafael Tolói, roccioso difensore dell’Atalanta che, grazie alle prestazioni offerte in questi anni nella retroguardia nerazzurra, ha certamente meritato la chiamata di Roberto Mancini. “Sono molto felice, è un sogno”, queste le primissime parole da neo difensore italiano. Le sfide dei prossimi giorni contro Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania – valide per le Qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022 – saranno senz’altro utili allo staff di Mancini per valutare l’affidabilità del trentenne di Glória d’Oeste.

Il primo impatto con l’Italia non fu certamente dei migliori. Arrivato alla Roma dal San Paolo da mezzo sconosciuto in una fredda sessione di calciomercato della stagione 2013-2014, non rubò l’occhio ai tifosi né – soprattutto – ai dirigenti giallorossi che non esercitarono l’opzione per l’acquisto definitivo. Ci penserà l’Atalanta che, dal 2015 ad oggi, ha trovato in Rafa un punto di riferimento dentro e fuori dal campo, un capitano carismatico, autentico trascinatore fino al più alto tetto d’Europa, la Champions League. Cerchiamo di analizzare pregi e difetti del nuovo oriundo al servizio di Roberto Mancini.
ANTICIPI E LETTURE – Difensore roccioso, abile nei colpi di testa e negli anticipi, Tolói fa delle letture tattiche e nella forza fisica le sue peculiarità di migliori, grazie alla tanta esperienza acquisita nel nostro campionato che di anno in anno ne ha affinato le capacità rendendolo uno dei difensori più ostici di tutta la serie A. Propositivo anche in zona gol, Tolói non disdegna le proiezioni offensive, specie sui calci piazzati, lo testimoniano i suoi sette gol con la maglia della Dea. Da buon brasiliano, Rafa è dotato di un tocco preciso e vellutato, capace di impostare l’azione da dietro con lanci precisi e ben indirizzati per i compagni.

DI CORSA – Come la maggior parte dei difensori ben impostati fisicamente, Tolói una volta saltato (hai detto niente), può soffrire la velocità di attaccanti rapidi nello stretto ed abili ad attaccare la profondità, nonostante sia dotato di un’ottima resistenza in tutti l’arco dei 90 minuti. Un altro fattore che potrebbe rallentarne l’ambientamento nella Nazionale azzurra è lo schieramento tattico di quest’ultima, in quanto Mancini ha sempre giocato con una difesa a quattro, mentre Gasperini non si è mai distaccato dalla sua difesa a tre. Di certo le gerarchie al momento lo vedono dietro rispetto ai vari Acerbi, Bonucci, Chiellini e Bastoni; più competitiva la lotta con Ferrari e Mancini, in un testa a testa per conquistarsi un posto tra i 23 per Euro2021 che si preannuncia serratissimo.