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Il presidente dell'AIC Damiano Tommasi è intervenuto questa mattina a Radio Rai ai microfoni di Radio Anch'io Lo Sport parlando a tutto tondo dell'emergenza coronavirus, ma ribadendo la posizione del sindacato riguardo alla possibilità di riduzione degli stipendi dei calciatori.

NO ALLENAMENTI - "Ci stiamo allineando un po' al Paese, cosa che per il nostro ambiente di lavoro sembrava un po' complicato fino a qualche tempo fa".

STIPENDI RIDOTTI - "La riduzione degli stipendi? Credo che sia anche questo un segnale del fatto che non siamo allineati. Stiamo parlando delle mensilità di marzo, di una ripresa che non sappiamo quando ci sarà, di danni non ancora calcolati. E' inevitabile che se ne parlerà, ma credo che sia l'ultimo dei problemi. Se questo è l'ordine del giorno dell'assemblea di domani in Lega non sono ottimista. Siamo in contatto con l'Assocalciatori spagnola, non abbiamo parlato dell'argomento del taglio degli stipendi anche perché mi sembra che il Barcellona ne abbia parlato con i loro capitani. Non so se questo vale per tutta la squadra, per le società".

NON ALL'ORDINE DEL GIORNO - "​Io ho parlato col presidente Del Pino, abbiamo concordato che dovremo vederci, che non è un tema del giorno o da parlarne sui giornali. Abbiamo in Italia comparti produttivi che sono in difficoltà, il calcio forse lo è un po' meno. Sappiamo che il problema c'è e speriamo di trovare la soluzione".
GIOCARE AD AGOSTO - "Si potesse tornare ad agosto sarebbe già una notizia positiva. Tutti noi vorremmo tornare a giocare, sarebbe un segnale di normalità, ma c'è poi tutto il tema sportivo e organizzativo. Giocare avanti con la stagione comporta interventi sui contratti dei giocatori, spostamento di competizioni e magari incidere sulla stagione 20-21. Cosa che deve essere programmata, anche solo per i salti di categoria e le iscrizioni ai campionati in tempi molto più stretti. Sarebbe un sogno tornare a giocare questa estate".

CINA - "Credo che la Cina sia un buon riferimento per capire quale sia la situazione. Il tema della competizione credo vada valutato anche sulla possibilità di spostarsi. Oggi non ci si può muovere dal proprio Comune, pensare di farlo con una squadra di calcio è una cosa un po' più lunga. E' un lusso pensare oggi come programmare la ripresa".

RIPARTENZA - "Gli scenari con cui si ripartirà possono cambiare perché può essere che ci trasciniamo anche nella stagione prossima, così come può essere che si riparta avendo chiuso la stagione in anticipo perché non c'è stata possibilità. Sono tutte ipotesi, nessuno immaginava quel che sta succedendo. Quel che possiamo fare da dirigenti è prepararsi ad ognuna di queste, cosa difficile perché anche oggi ci sono persone che pensano solo al proprio club".