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  • Tonali e Chiesa, l'Inter agli italiani: Marotta in controtendenza, non come qualcun altro...

    Tonali e Chiesa, l'Inter agli italiani: Marotta in controtendenza, non come qualcun altro...

    • Filippo Tramontana
      Filippo Tramontana
    Vi ricordate quando non c’era giorno in cui giornali e critici non parlassero della vergogna del fatto che l’Inter non avesse italiani in campo? 

    Una squadra straniera che non valorizzava i prodotti interni e che di conseguenza non regalava giocatori alla nazionale.

    Per non parlare poi di quando in campo scendevano 11 stranieri. Mi ricordo come se fosse ieri i commenti e le polemiche. Sembrava che i nerazzurri commettessero un peccato mortale nel non presentare nella squadra titolare nemmeno un giocatore autoctono. Anni di polemiche e di sdegno sparite magicamente nel momento in cui altre squadre hanno cominciato a giocare senza italiani in campo. 

    L’Inter era quindi avanti alle altre o era in errore?

    Accanimento? No dai non pensiamola così altrimenti sembra che facciamo le vittime, non sia mai a sottolineare qualcosa che abbiamo notato tutti negli ultimi due decenni.

    Ora non se ne parla più. Molte squadre del nostro campionato hanno invertito la tendenza, la maggior parte ha iniziato a riempire le loro rose con giocatori fuori confine italico. Napoli, Fiorentina, Lazio, Juventus e Milan per citare solo le più importanti hanno schierato spesso una squadra fatta per di più di giocatori stranieri. Commenti negativi? Nessuno. Sdegno a profusione? Nessuna traccia. 

    L’Inter come in passato ha fatto sta andando contro tendenza. 

    Marotta ha in mente una rosa fatta di giovani italiani già forti ma ancora da valorizzare e plasmare. Se togliamo l’errore di valutazione fatto con Zaniolo la società nerazzurra ha iniziato a puntare sui “nostri”. 

    In rosa Conte aveva già  “senatori” come D’Ambrosio, Candreva, Ranocchia e Gagliardini oltre ai “secondi” portieri Padelli e Berni, a questi Marotta ha aggiunto il giovanissimo primavera Esposito, il “prestito” Biraghi e gli investimenti Sensi, Barella e Bastoni. Tutti giovani, di prospettiva e soprattutto italiani.

    I prossimi obiettivi sono costosi, pregiati e già “nazionali”: Tonali e Chiesa. 
    Tonali, che a molti ricorda Pirlo e che certo il Brescia non svenderà, a centrocampo andrebbe a rafforzare l’asse giovane azzurra con Barella e Sensi condita dall’esperienza di Brozovic e Eriksen. 

    Chiesa a parer mio deve ancora capire chi è veramente. Una punta? Un centrocampista esterno? La cosa sicura è che ha talento, è ancora un ragazzo nonostante l’esperienza già ampia in serie A, è veloce, tecnico e ha una resistenza fisica fuori dal comune. Prezzo? Alto, ma magari nemmeno troppo. Starà alla Fiorentina capire come guadagnarci senza perdere il ragazzo dal punto di vista del morale. Lui vuole cambiare aria già da un anno trattenerlo potrebbe rivelarsi controproducente per tutti. Staremo a vedere.

    In difesa Bastoni è già una certezza. L’unico reparto che farebbe eccezione sarebbe l’attacco. Lukaku, Lautaro (o Werner) Mertens e Cavani di italiano hanno molto poco infatti.

    Zhang, Marotta, Zanetti e Conte stanno costruendo un’ossatura che potrebbe durare a lungo con un’identità patriottica che aiuterebbe a rafforzare l’attaccamento alla maglia e aiuterebbe Mancini e chi verrà dopo di lui a rafforzare la squadra azzurra in vista degli impegni importanti che dovrà affrontare.

    Un’Inter in controtendenza con il suo stesso passato. Non mi stupirei però se qualcuno cominciasse a criticarla alzandosi alla mattina urlando: “che vergogna l’Inter, compra solo italiani ormai”.

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