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Timido. Sembra quasi nascondersi dietro a Sappinen, l'unico dell'Estonia a coprire la prima linea di passaggio. Quando c'è lo spazio per potersi proporre, continua con la sua corsetta, senza imporsi con sicurezza. Il Sandro Tonali visto con la maglia dell'Italia è lo stesso che si è visto in questo inizio di stagione contro il Milan: un centrocampista che fa fatica sia fisicamente che mentalmente. Le cose sono legate: sa di non essere al massimo, vuole rischiare il minimo. 

POCHE GIOCATE - Un'imbucata riuscita, poi tanti passaggi sbagliati, disimpegni non riusciti, poca opposizione, troppe sponde all'indietro per i due centrali: il 4 rossonero non brilla. E tutte le giocate provate sono sintomatiche di un giocatore che sa di non essere al meglio e vuole sbagliare il meno possibile. Lo nota anche Evani, che infatti al 46esimo lo sostituisce.

 C'E' ANCORA TEMPO - Ci vuole ancora tempo, quindi, per rivedere il miglior Tonali, quello che ha incantato nel corso delle ultime due stagioni a Brescia. Ha una fortuna, il classe 2000: non è chiamato immediatamente a fare la differenza. In Azzurro il suo tempo verrà, al Milan le cose stanno andando bene con Kessie e Bennacer, quindi non c'è fretta, c'è tempo. In rossonero qualche timido segnale è arrivato, come ha sottolineato Pioli, ma non una vera e propria svolta. Ora si attende, passo dopo passo, un'ulteriore crescita, step dopo step. Perché nell'immediato no, ma col tempo, parola chiave, Tonali è chiamato a fare la differenza. Maldini e Massara, del resto, lo hanno comprato per questo.

@AngeTaglieri88