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Vent'anni d'Italia, vent'anni d'azzurro. Vent'anni di gol, emozioni e lacrime. Nella mente scorrono le immagini degli italiani che hanno fatto la storia recente del calcio, ce n'è una che rimarrà indelebile: anno 2006, Olympiastadion di Berlino: Italia campione del mondo. Da tramandare di generazione in generazione, da raccontare a figli e nipoti per dire "Io ho vissuto quella serata". Se la ricorda bene Luca Toni, uno dei protagonisti del nostro sondaggio: "L'italiano del millennio". Chi è secondo voi il miglior giocatore italiano degli ultimi vent'anni? VOTA QUI. Siamo arrivati ai quarti di finale, dove l'ex attaccante sfiderà Alex Del Piero dopo aver eliminato Materazzi agli ottavi. In esclusiva per Calciomercato.com, Toni ha ripercorso tutta la sua carriera tra il debutto in A contro Maldini ai progetti per il futuro.

Come sta vivendo questa situazione di emergenza totale per il coronavirus?
"Vivo a Montale, vicino Modena. Anche noi, come tutti, siamo chiusi in casa: si esce solo a fare la spesa o per andare in farmacia. Non è un momento semplice, ma abbiamo la fortuna di stare bene e non ci lamentiamo".

Come sarà lo scenario del calcio finita questa pandemia?
"Quando si ricomincerà spero lo si faccia nel modo migliore, non tanto per farlo. E' giusto che la gente torni allo stadio a emozionarsi, una partita senza tifosi è una sconfitta per tutti. Vedremo come sconfiggere questo virus, purtroppo non si vede una fine. E c'è tanta gente che parla senza aver studiato".

In che modo bisogna concludere questa stagione?
"Questo può essere un anno zero, da far finire così senza assegnare nulla. Magari dare dei punti di vantaggio per la prossima stagione in base alla posizione in classifica: penso al Benevento primo in B, per esempio".

Che idea si è fatto sul braccio di ferro per il taglio agli stipendi?
"Se non ci sono partite è giusto che le società non paghino i giocatori, è una conseguenza di quello che sta succedendo. E' giusto però fare una distinzione, perché il calcio non è tutto uguale: chi guadagna oltre un certo tetto d'ingaggio deve fare un sacrificio".

Lei se lo sarebbe tagliato?
"Sì, io l'avrei fatto. Ma penso sia una cosa normale, per andare incontro alle società".

Chi è l'italiano del millennio?
"Se devo fare un solo nome dico Paolo Maldini. E' un giocatore che ha fatto la storia del nostro calcio e di un club storico come il Milan. Andando indietro di qualche anno penso anche a Roby Baggio, che ha dimostrato di essere un grande campione ovunque è andato, ripartendo sempre da zero e facendo innamorare tutti i tifosi".

Negli ottavi di finale lei ha eliminato Materazzi prendendo il 68,1% dei voti.
"Marco era un giocatore col quale in campo me le davo di santa ragione, ma a fine partita c'erano sempre abbracci e sportività. Ancora oggi ho un bellissimo rapporto con lui. Ci lega il ricordo del Mondiale vinto insieme, per un giocatore è la cosa più bella successa in Italia. In quei giorni eravamo diventati tutti amici, stavamo sempre insieme 24 ore su 24. E Materazzi si è fatto trovare pronto per sostituire uno come Nesta".
Ai quarti affronterà Del Piero, suo ex compagno alla Juve e in Nazionale.
"Alex è stato una bandiera della Juve, un leader silenzioso. Compagno e amico. Appena sono arrivato in bianconero, mi ha fatto capire subito cosa voleva dire far parte di quel club. In Nazionale era uno di quelli che anche se non faceva parte dei titolari guidava sempre il gruppo, aveva una parola buona per tutti".

Ci racconta la vostra iniziativa nata nella chat Whatsapp dei campioni del mondo?
"E' una raccolta fondi per dare un supporto alla Croce Rossa italiana e aiutare il Paese in questo momento difficile. Cannavaro e De Piero sono stati i promotori, poi ci siamo aggregati tutti". 

Cosa succede in quella chat?
"Commentiamo quello che accade intorno a noi. Ci sono giorni in cui non parla nessuno e giorni in cui siamo tutti attivi. E' utile per tenerci in contatto e fare due chiacchiere quando abbiamo voglia. Ultimamente il più preso in giro è Rino Gattuso, che da quando è a Napoli si fa sentire meno: gli facciamo qualche battuta, ma al quinto o sesto messaggio legge e ci risponde arrabbiandosi".

Tra il 2007 e il 2010 ha giocato al Bayern Monaco, diventando idolo dei tifosi che le hanno dedicato anche una canzone.
"In un talk show tedesco c'era sempre un ragazzo che mi imitava. Un giorno si è inventato questa canzone, che in poco tempo è diventata famosissima in Germania e poi è stata conosciuta anche in Italia. Tante persone per strada me la cantano ancora, recentemente sono stato in montagna e mi è capitato di sentirla".

Si ricorda il debutto in Serie A?
"Benissimo. Era un Milan-Vicenza a San Siro, io dovevo vedermela con Maldini. Per tutta la partita gli ho chiesto se al fischio finale mi avrebbe dato la sua maglia. Purtroppo abbiamo perso, ma non avevo giocato male. E la maglia oggi la conservo ancora insieme alle altre più importanti".

Il gol più bello fatto in carriera?
"E' stato anche il più strano. Bologna-Vicenza, segno in mezza rovesciata. Ancora oggi mi chiedo come abbia fatto. Dopo quella rete ricordo che si era avvicinato Signori che mi disse "Ma ti sei accorto di quello che hai fatto?!".

Programmi per il futuro?
"Sto aspettando un'occasione importante per lavorare come dirigente e fare il mercato. Voglio riflettere bene e trovare un progetto serio". 

@francGuerrieri