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Cerci c’è e il Toro va, anche se si autodistrugge con piccole-grandi disattenzioni. Ieri sera Rodriguez ha rovinato un’altra grande partita dell’esterno, che ormai si sta liberando di ogni peso e sta trascinando il Toro suon di gol. Già, con quelle reti che nessuno (o comunque pochissimi) avrebbero pensato potesse segnare l’ex giocatore della Fiorentina. Dopo una stagione dominata sulla fascia destra, col tipico suo movimento che parte dal lato e lo porta ad accentrarsi cercando di mancino il gol sul secondo palo, ora Cerci ha variato il proprio gioco: ama sempre giocare negli spazi, ma ora è più libero di variare il suo schema. Fino ad oggi, in cinque giornate, ha segnato quasi in tutti i modi: ieri sera, Cerci si è esibito anche come attaccante di rapina, alla Pippo Inzaghi per intenderci. Tutto vanificato da due disattenzioni clamorose in difesa, ma che non cancellano in ogni caso la prestazione dell’Henry di Valmontone.

Domenica, per lui, c’è una vetrina tra le più importanti di questa stagione: il derby. Contro la Juventus, Cerci può dimostrare e confermare il proprio valore al cospetto di una big di questo campionato. Un’arma a doppio taglio per il Torino, che vedrebbe valorizzato un proprio patrimonio, ma col rischio poi di perderlo a fine stagione, se le sue prestazioni continueranno su questi standard. La sua quotazione, tuttavia, è in continua ascesa, pertanto se mai Cairo dovesse ritrovarsi costretto a cederlo, beh, almeno incasserebbe una cospicua cifra da reinvestire sul mercato.