Commenta per primo

Dopo il suo primo allenamento, Giampiero Ventura ha pensato due cose di Dolly Menga: che ha uno scatto devastante da sfruttare sulla fascia destra e che, essendo reduce da alcune settimane di inattività con il suo ex club, il Lierse, gli sarebbero servite tre settimane per ritrovare la condizione fisica ideale per esprimere tutto il proprio potenziale atletico. In realtà non aveva fatto sino in fondo i conti col vecchio detto popolare 'volere uguale potere'. Perché la voglia matta di Dolly Menga, raggiunto ieri dal papà, il comandante Menga, ex guardia del corpo del presidente della Repubblica dell’Angola, è stata una molla in grado di abbattere i tempi di recupero in maniera clamorosa. Lo stesso professor Alessandro Innocenti, che studia tabelle da una vita su come tirare a lucido i muscoli, è rimasto spiazzato da come Menga ha saputo bruciare i tempi e, di fatto, dopo 7 giorni di durissimo lavoro, farsi trovare già pronto per una eventuale convocazione. Anche se in questo momento il Torino, soprattutto nelle prossime tre partite con avversarie dirette, più che scoprire piacevoli sorprese dagli investimenti fatti nel mercato di gennaio con i giovani, ha assolutamente bisogno di non fallire l’obiettivo delle due vittorie in casa con Atalanta e Palermo cercando nel frattempo di uscire imbattuto dal campo del Cagliari.

Senza fretta - Dunque Menga in teoria potrebbe già dare un mano al Toro ma la sensazione è che a stretto giro di posta avverrà soltanto in caso di emergenze dettate da infortuni o squalifiche. Del resto l’acquisto di Menga, come quello di Kabasele peraltro, è un investimento a medio termine e quindi i frutti si dovranno raccogliere più in là nel tempo, quando saranno maturi al punto giusto. Anche se c’è una uscita di emergenza... Con il Toro che sembra lanciato nel torneo di Viareggio, un ritorno di Menga per una seconda... 'una tantum' con i ragazzi della Primavera allenata da Longo è un’idea che inizia a circolare nelle teste dei dirigenti granata. Anche perché l’atteggiamento del ragazzo è positivo e vivrebbe la possibilità di una nuova uscita con la squadra giovanile non certo come una diminutio ma bensì come una opportunità in più da sfruttare per farsi vedere e sfogare la sua grande voglia di giocare.

Il lavoro del prof - Dunque Menga ha ritrovato la gamba bruciando i tempi grazie all’affinato lavoro svolto dal preparatore atletico Alessandro Innocenti che ha stabilito un programma specifico portato avanti con i suoi collaboratori Andrea Bellini e Paolo Solustri. Il belga ha offerto la massima disponibilità dando il cento per cento e collaborando così nel modo più efficace possibile al punto da essere già in grado di svolgere tutto al top. Ciò che ha particolarmente colpito lo staff che si prende cura della parte atletica, è la cultura del lavoro di questo ragazzo che ha sposato con il massimo impegno questa sua nuova avventura in granata. Un’avventura che sta trovando affascinante e stimolante proprio come se l’era immaginata quando decise di rifiutare il maxi ingaggio propostogli dagli ucraini dello Shakthar Donetsk e sposare invece il progetto tecnico torinista prospettatogli dal diesse Gianluca Petrachi. Menga ci crede nel Torino e domenica, a prescindere da dove vivrà la partita (tribuna, panchina o addirittura in campo) sarà tra quelli che si godranno di più l’eventuale vittoria, magari festeggiando insieme al suo papà.

(Tuttosport - Edizione Locale)