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Reduce da due pareggi insperati ma meritatissimi in casa di Lazio e Napoli, quarta (quando ha affrontato i granata) e terza forza del campionato.

Eppure appena sopra la linea d’ossigeno della serie A. E’ il paradosso del Toro ma anche la scintilla per innescare il motore della squadra di Ventura, “solo” a più 3 dal terz’ultimo posto, in compagnia del Pescara di Stroppa che battendo il Parma nell’ultimo turno ha salvato il posto di lavoro.  

Tanti complimenti ma pochi punti per i granata, che più che pagare lo scotto del salto di categoria stanno subendo il fattore Olimpico. Un tabù di vecchia data. Sono come Dottor Jekyll e Mr Hyde, Bianchi e compagni. Imbattibili lontano dallo stadio di casa solo come Juve e Inter, e con un rendimento da Europa League: 8 punti in 6 partite, quinta squadra del torneo, meglio anche del Napoli. Ma con le gambe tremolanti e le polveri bagnate quando vanno in scena davanti ai propri tifosi. Con 4 punti in cinque sfide, sono la peggior forza del campionato assieme alla Sampdoria. Un trend che Ventura vuole invertire a tutti i costi, dopo le scoppole sanguinose subite da Cagliari e Parma, due concorrenti per la salvezza.  

Domenica arriva il Bologna, e dopo due mesi d’ astinenza - l’unica vittoria risale al primo settembre contro il Pescara per 3-0, poi in attivo solo il pari contro l’Udinese - il Toro è chiamato a tornare grande anche all’Olimpico. Contro la squadra che, tre anni fa, assieme al Genoa lo condannò alla serie B. Per centrare il successo Ventura avrà tutti a disposizione, anche se la situazione di Ogbonna non è ancora completamente risolta e il suo ritorno effettivo, quindi, ancora un piccolo punto interrogativo. Tanto più che con un Rodriguez così i granata non hanno necessità di affrettare i tempi.