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Brescia-Torino 4-0
 
Sirigu 6: Inoperoso per tutta la prima frazione. Nella ripresa si guadagna il voto con due parate in sequenza su Aye, Spalek e in particolare su Magnani.

Izzo 6: Solidità e presenza sempre a disposizione della squadra. Un pilastro.
Nkoulou 6,5: Prima Balitelli e Ayè poi Donnarumma sbattono sul muro eretto dal possente difensore. Una roccia insuperabile.

Bremer 6: Aiuta la squadra a centrare una vittoria preziosa contribuendo ad annullare gli attaccanti del Brescia.

Aina 6,5: Straordinaria forza fisica, senso della posizione e ottime letture di gioco. Prestazione da incorniciare.

Rincon 6,5: Da ordine alla squadra. Le sue geometrie sono sempre precise e puntuali.

Lukic 6: Svolge al meglio il compito di lavorare per la squadra come muro davanti alla difesa. Corre e lotta. Nella ripresa, ammonito, Mazzarri lo richiama in panchina.

(20’st Laxalt 6: Da il suo apporto alla squadra in una giornata trionfale).

Meite 7: Sempre primo sulla palla, una diga davanti alla difesa con ottime propensioni offensive.

Ansaldi 6,5: Spinge tantissimo sulla fascia di sinistra. Dai suoi piedi partono sempre traversoni interessanti. Sempre prezioso e importante per l’equilibrio del Torino.

(Dal 32’st De Silvestri 6: Entra per dare equilibrio)

Verdi 6: Gioca a ridosso di Belotti come raccordo tra centrocampo e attacco. Gioca tanti palloni anche se sotto porta non riesce ad essere incisivo. E’ l’unico che stecca.

(Dal 17’st Berenguer 7,5: Entra e segna due gol dimostrando di essere un giocatore sul quale Mazzarri può fare sempre affidamento).

Belotti 7,5: Torna al gol con una doppietta su calcio di rigore. Lotta da solo come un leone tra le maglie della difesa del Brescia. Joronen gli nega la tripletta. Gladiatorio.
 
All. Mazzarri 7: Prima della sfida aveva chiesto una reazione alla squadra per uscire dalla crisi. La reazione c’è stata con una squadra, specialmente nel primo tempo, moto attenta e concentrata. Ritrovando il suo bomber principe il tecnico granata può sorridere per il ritorno alla vittoria. Azzecca anche il cambio Verdi-Berenguer.