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La stagione 2018/2019 del Torino è ufficialmente iniziata ieri con il primo allenamento stagionale guidato da Walter Mazzarri. Oggi, invece, è il giorno della presentazione delle nuove maglie. Prima della presentazione, però, Emiliano Moretti in conferenza stampa ha parlato della nuova stagione. 
“Al momento del rinnovo ho ringraziato tutti quelli che mi hanno permesso di vestire questa maglia ancora per un  altro anno. Un paio di anni fa avevo detto che questa sarebbe stata la mia ultima maglia, il fatto di poterla vestire ancora mi permette quindi di continuare a fare questo mestiere. Con questa annata il Torino sarà la squadra con cui avrò giocato per il maggior numero di anni. Se sarà il mio ultimo contratto? Dico di sì, ma l'ho detto anche l'anno scorso. Comincio la stagione pensando che possa essere l'ultima e lo faccio con grande serenità perché il calcio mi ha dato tanto. Ho anche avuto la possibilità di giocare all'estero, di imparare lingue e culture diverse, di conoscere ragazzi di qualsiasi estrazione. Ci tengo quindi a ringraziare il presidente Cairo, il direttore sportivo, il mister e tutti quelli che lavorano per noi”.

Moretti ha parlato anche del possibile arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus. “Cristiano Ronaldo? Da tanti anni in Italia mancano questo tipo di giocatori e, se dovesse arrivare, sarebbe un qualcosa di positivo per tutto il movimento italiano. Se Ronaldo alla Juventus potrebbe far aumentare il divario tra i bianconeri e gli altri? Le squadre non si fanno con i nomi, quando si inizia il campionato ci sono sempre cinque squadre che vinceranno lo scudetto, poi in realtà è solo una che vincerà. A contare sarà il campo. E' vero che il calcio italiano negli ultimi anni ha perso qualcosa, non siamo neanche ai Mondiali, ma è pur sempre il calcio italiano e ho tanta fiducia nel movimento e nei giovani italiani. Il Toro non dev pensare al fatto che Ronaldo possa andare alla Juve, i nostri pensieri devono andare altrove”.

Il difensore del Torino è poi tornato a parlare dello scorso campionato. “L'anno scorso con mister Mazzarri abbiamo intrapreso una nuova tipologia di lavoro, credo che il lavoro fatto l'anno scorso sarà importante perché ci permette di partire per il ritiro con delle idee già acquisite e questo ci permette di guadagnare tempo. Il periodo in cui lavoreremo a Bormio sarà importante per creare delle basi, non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale. Rimpianti per la scorsa stagione? I rimpianti lasciano un po' il tempo che trovano, se noi abbiamo fatto 25 punti all'andata e 29 al ritorno arrivando a 54 punti è perché il nostro livello era quello. Abbiamo la consapevolezza di aver fatto un certo tipo di lavoro e quel lavoro fatto nel girone di ritorno deve essere un punto di partenza. Poi di facile nel calcio non c'è nulla e il Mondiale lo sta dimostrando”.
Infine sulle sue motivazioni personali. “Le motivazioni sono tante, la mia personale è quella di cercare di essere il più utile possibile. Il fatto di avere 37 anni mi consente di allargare il significato della parole utile, nessuno può dire quante partite giocherò, l'allenatore guarda il campo e chi gli dà di più giocare. L'utilità è anche aiutare i più giovani, questo è anche un mio obiettivo, vorrei mettere a disposizione la mia esperienza ai ragazzi che ne hanno meno. Sono contento per come è iniziata la stagione, poi c'è tanto da lavorare”.

“Io non sono il tipo che ama fare proclami, la strada da percorrere quest'anno è quella di pensare partita dopo partita. Credo molto nell'equilibrio e nel fatto che attraverso il lavoro possano arrivare delle possibilità”.