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Lo Special Lerda. Giovani, corsa e fantasia: ecco il metodo che ha conquistato Crotone e farà grande il Toro. L'arrivo del fossanese, che vive a Vignolo con la moglie Monica e i figli Mattia - l'anno scorso in Primavera granata: può tornare alle dipendenze di papà - e Filippo, è la seconda tappa della rivoluzione new age di Petrachi. Avanti peones: Lerda è uno di loro. Ha voluto il riscatto il D'Ambrosio e le conferme di Gorobsov e Salgado. 'La mia carriera è tutta una sfida - le parole del neo allenatore -, in quattro stagioni sono passato dall'Interregionale alla C1, poi un anno fa l'esordio in B con il Crotone. Adesso il Toro. Sono maturato in fretta, ma devo fare ancora tanto'.

Le sue tappe dall'altra parte della barricata - Lerda, scuola Filadelfia, vanta anche 18 anni di carriera da calciatore - sono un'ascesa irresistibile. Dal 2006: salva il Saluzzo, vince i play-off con il Casale, sfiora l'impresa a Pescara, guida la Pro Patria fino alla finale per la B perduta contro il Padova. Lerda è un vincente. Ambizioso. Da Mourinho ha mutuato solo una frase, ma che esprime un concetto chiarissimo: 'Creo empatia con lo spogliatoio'. Franco di nome e di fatto. Con la squadra cerca subito il dialogo. Non le manda a dire. Guarda negli occhi. Cocciuto. Duro. Ma sa rincuorare. E' leale, virtù che tutti sbandierano, ma che difficilmente mettono in pratica.

Il Toro, sopravvissuto a tre anni di caccia alle streghe, ne sa qualcosa con Novellino e Colantuono. Lerda, cuneese doc 'fuso nell’acciaio' come sostiene il suo maestro Vatta, è diverso. Come lo Special originale, è un maniaco dei dettagli, della tattica, dei movimenti. Un camaleonte: con lui si vedrà anche l'attaccante fare il difensore. Cucirà sul Toro il vestito migliore. Non soltanto 4-2-3-1. E come il suo amico Gasperini, imprime alle sue squadre il marchio di fabbrica: ritmo, gioco, attacco.

(Leggo - Edizione Torino)