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L'ex attaccante Bjelanovic racconta il trasferimento del centrocampista Gojak al Torino a Tuttosport: "Il Toro lo seguiva da tempo. Sondaggi, chiacchierate. Il classico corteggiamento da lontano. Era un obiettivo, ma non la prima scelta. Gaston Ramirez è sfumato all’ultimo giorno di mercato, così il Torino ha dovuto cambiare le decisioni e si è gettato a capofitto su Gojak per chiudere l’operazione con lui e la Dinamo Zagabria".  
 
"Stava per saltare tutto. Ore convulse, trattative, corsa contro il tempo. E visite mediche organizzate in fretta e furia. E in fretta e furia le hanno anche finite. Prima possibile. Mentre Gojak stava sottoponendosi a una risonanza. A Zagabria deve essere sorto un equivoco. Si erano messi in testa che da voi il mercato non si sarebbe chiuso alle 20, ma a mezzanotte. Credevano di avere più tempo, mentre Gojak rimandava la partenza per Sarajevo, dove lo attendeva il ritiro della Nazionale bosniaca. Poi, tra una telefonata e l’altra con l’Italia, sollecitazione dopo sollecitazione, l’errore è venuto fuori. Verso le 19. A quel punto hanno concluso le visite in tutta fretta, per avere il tempo di spedire la documentazione entro le 20. Regolamenti e protocolli rispettati, per carità. Ma che brividi devono avere provato in quei minuti". 
 
"Prezzo giusto 6,5 milioni? Tutto sommato sì, considerando anche il ruolo. Se fosse stato un giocatore dell’Europa occidentale, sarebbe costato molto di più. Ha talento ed è molto forte di carattere. Sa come arrivare e dove. Scoprirete un ragazzo di sicuro molto motivato. Come si dice da voi: uno che ha una fame da lupo. In questi anni in Croazia ha dovuto superare tante difficoltà in più. Non è facile per un bosniaco giocare da noi. Ci metti il doppio della fatica per convincere tutti. Ha dovuto iniziare nell’ombra, è venuto fuori con il lavoro. Non è facile emergere nella Dinamo, una squadra che ha vinto 21 campionati negli ultimi 27 anni, 5 negli ultimi 6 con Gojak. Una squadra tutti gli anni forte, ricca di giocatori di qualità. Trovare spazio lì in mezzo è dura. Tanto più se non sei croato. E Gojak non era sponsorizzato. Si è fatto da solo. E’ venuta fuori la sua forza caratteriale. E’ un duro. Umile e grintoso nella vita. Molto determinato. Ha subito preso il 10, anche da questo si capisce che ha le palle".