Salvatore Sirigu, portiere del Torino, rilascia una lunga intervista al Corriere della Sera, nella quale ripercorre le tappe della sua carriera, partendo da quella in Francia al PSG: "Italiano all'estero? E' una bella esperienza. Ci si sfotte, anche, certo. Tutti ci portiamo dietro dei luoghi comuni. Poi scopri le differenze, le sfumature. Vivere a Parigi mi ha aiutato a capire la Francia, le diversità che ci sono tra un bretone e chi magari è nato al sud". 

SU DONNARUMMA - "Le sue qualità migliori? E' incredibili quando spazio occupi e quanto sia esplosivo sul breve, è forte, concreto, ha grandi qualità. Può ancora migliorare tantissimo, come tutti". 

SU PERIN - "Ha doti tecniche e caratteriali. E' stato straordinario nell'affrontare gli infortuni e ripartire. Sta conquistando quello che merita". 
SUL MALORE DI MAZZARRI - "Non sapevo che avesse avuto un malore, ci siamo preoccupati. Con lui si è creato un legame d'affetto. Sa anche essere molto duro, a me va bene così. Con il perbenismo non si cresce, con la sincerità sì". 

SU ASTORI - "Davide lo conoscevo da quando avevo 17 anni, siamo cresciuti insieme, spediti in prestito alla Cremonese di Mondonico. Parlavamo sempre del mister, di quando io rispondevo alle sue critiche buttando i palloni fuori dal campo d'allenamento. Per me, come per molti ragazzi della mia generazione, la morte di Davide è stato un colpo, qualcosa che non riesco ancora a spiegarmi. Ci penso ogni giorno. Questo mi rattrista e allo stesso tempo mi spinge ad andare avanti. Era una persona straordinaria, Davide, da ogni punto di vista. Una vita così bella, distrutta all'improvviso. E' un "magone" che non passa. Ora spero che Davide e Mondonico siano insieme e si facciano una bella risata. Pensando a un povero deficiente che è rimasto qua".