Tornare indietro nel tempo. Nessuna DeLorean, nessuno Stewie Griffin, nessuno Doctor Strange. Un joystick, magari due se vuoi condividere il passato, e una console. Grigia, rigorosamente grigia. Ed è subito ritorno agli anni ’90, ai pomeriggi in casa con gli amici che torano, a un passato non in HD, non in 4k, non in 3D. Ma in pixelato. La Playstation, la prima Playstation, è pronta a tornare, i primi di dicembre, giusto in tempo per candidarsi a regalo di Natale preferito. Playstation classic, più piccola rispetto all’originale, con 20 giochi precaricati. C’è Destruction Derby, c’è il primo Grand Theft Auto, ci sono Final Fantasy 7, Spyro, Tekken 3 e Metal Gear Solid. E no, neanche un gioco di calcio.


CHE RICORDI! - Quando la pelata di Ronaldo e la chierica di Zidane potevano sembrare ciò che più di reale potessi mai vedere in un videogioco, quando bastava schiacciare in sequenza quadrato e X per volare con la fantasia, quando bastava il tasto X in combo con L1 per risolvere difese problematiche... Tutto in un fantastico mondo pixelato, che sembrava davvero magico.  La Sony ha deciso così, di premiare altri videogame, gli storici, quelli che hanno segnato un'epoca, senza contare il calcio. Eppure ce ne sono stati tanti: dai classici Fifa e Iss Pro Evolution Soccer ai ribelli Ronaldo V Football e Bomba ’98, senza dimenticare Actua Soccer o David Beckham Soccer. Tanti giochi, tantissimi giocatori. Alcuni scarsi, altri fortissimi. Ma quali erano i più forti? 
I PUNTI FERMI - Babangida era l'uomo franchigia nei momenti duri, poveri, quando alla master dovevi ancora costruire il tuo futuro; futuro in cui magari compariva Roberto Carlos, o Larcos, terzino del Real Madrid, attaccante nella tua squadra; squadra che poteva contare magari sulla velocità di Shevchenko, di Ronaldo, di Owen (foto Youtube), sui colpi di testa di Bierhoff (nella gallery tutti e 10 i giocatori più forti sulla Playstation 1) e sulla saggezza della vecchia guardia. Già, perché qualcuno dei predefiniti serve sempre, vecchio saggio custode del passato. Ed è così che nasce la leggenda del più forte di tutti, l'eterna bandiera: Castolo. "Puoi togliere un ragazzo dal ghetto ma non il ghetto dal ragazzo"? In questo caso non vale: perché dalla tua squadra puoi togliere tutto e tutti, ma non Castolo. Non lui. Che poi, nella prima versione, neanche fosse Eriberto/Luciano, manco si chiamava così. Vero Castello?