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E' l'energia alternativa del Torino a regalare il giusto ossigeno per respirare ottimismo in chiave salvezza. E l'energia alternativa granata è quella che produce chi, prima di questa stagione, la serie A l'aveva vista solo in televisione o l'aveva al massimo sfiorata. E' il caso, per esempio, del terzino multifascia Danilo D'Ambrosio, del difensore centrale Kamil Glik, del centrocampista Migien Basha e dell’attaccante Gianluca Sansone.

STRADE DIVERSE - Ognuno seguendo un percorso diverso, fatalmente influenzato dalla concorrenza e dalle alternative di cui dispone Giampiero Ventura nei ruoli specifici, stanno gradualmente convincendo e convincendosi del fatto che in serie A possono fare la loro figura senza rischiare figuracce. E non è poco. Perché di questo passo la squadra granata conterà su un potenziale destinato, partita dopo partita, ad avvicinare il regime massimo del rendimento. D'Ambrosio in serie A non solo ha esordito quest'anno ma ha pure provato la gioia del gol sfruttando un assist di Cerci nella domenica celestiale di Bergamo. Glik, che il battesimo nella massima divisione l'aveva vissuto con qualche apparizione a Bari, ha capito di poter essere un titolare in mezzo alla difesa non soltanto per necessità ma pure per merito. Ha annullato Klose contro la Lazio e poi, quattro giorni dopo, ha permesso a Cavani di trovare la via del gol su un'azione in cui di fatto le sue responsabilità rasentavano lo zero. Segnali positivi anche per Basha, utilizzato con il contagocce a inizio campionato a favore del più esperto Matteo Brighi, ma ora sempre maggiormente coinvolto nel progetto tattico e tecnico come dimostra la sua partita da titolare disputata a Napoli. Novanta minuti in cui ha saputo fare bene sia nel centrocampo a tre che in quello a due, scelto dal tecnico per la parte finale del match in cui ha chiesto alla squadra di spingere alla ricerca del pareggio arrivato nei minuti di recupero a gelare il San Paolo e mandare in estasi i granata.

ECCO IL BOMBER - Un gol made in Sansone, ed ecco qui un altro granata che si sta ritagliando uno spazio sempre più importante, tra l'altro nel reparto che sinora si è dimostrato essere l'anello debole della squadra, ovvero l'attacco. Sansone, alla sua prima annata in serie A, si è finalmente sbloccato provando la gioia del gol tra i big sette giorni dopo l'ingiusta espulsione subita contro il Parma per un contatto in area interpretato come simulazione. La realtà granata è dunque una realtà work in progress, in cui inevitabilmente il peso specifico della squadra è destinato a oscillare e progredire man mano che i risultati daranno ragione al Toro. Un Toro, quindi, legato a maggior ragione a doppia mandata ai risultati che riuscirà a conseguire perché non alimenteranno soltanto la classifica dal punto di vista aritmetico ma anche il morale, incidendo sull'autostima e quindi sulla capacità di affrontare al meglio le partite che verranno. A cominciare magari dalal prossima contro il Bologna, che arriva in classifica penultimo insieme al Palermo con otto punti. Appena tre in meno del Toro, vero, ma non è questa la lente giusta per leggere i cammini di granata e rossoblù visto che i primi sono neopromossi.

(Tuttosport - Edizione Locale)