Calciomercato.com

  • Toro, sorpresa Bianchi:| Festa con la scuola calcio

    Toro, sorpresa Bianchi:| Festa con la scuola calcio

    • Andrea Scappazzoni

    Il Toro fa una sorpresa alla sua scuola calcio: Rolando Bianchi 'irrompe' nell'allenamento dei piccoli giocato­ri granata, accompagnato dal fratello-agente Riccardo, ma anche da Sergiu Suciu e i fratelli Gomis, Lys e Alfred. In via Nitti a Torino, dove giocano e si allenano i picco­li amici sotto la supervisio­ne di Davide Cravero, il cli­ma era festoso ieri pomerig­gio. Quando Bianchi mette piede in campo quasi non lo riconoscono, poi i bambini si fanno sempre più convin­ti: 'È lui!', e allora non resta che fermarsi.

    IL DISCORSO - Dopo qualche minuto, tra saluti, foto e autografi, ha poi preso la parola il capita­no del Toro, che si è rivolto ai circa 200 bambini presen­ti: il capitano granata, porta­tore del messaggio della so­cietà granata e della prima squadra, ha ribadito alla sua platea l'importanza dell'at­tività sportiva, ma anche e soprattutto dello studio, ma anche dell'attaccamento al­la maglia e ai colori granata. I piccoli hanno ascoltato in totale silenzio, lasciando senza parole persino i geni­tori: 'Lo facciamo venire a casa, se basta a farli star zit­ti', scherzava qualche mam­ma. Chiuso il discorso, i bambini hanno poi iniziato a cantare: 'Chi non salta bianconero è', e saltano pro­prio tutti, Bianchi, Suciu, i fratelli Gomis. E ancora: 'Forza vecchio cuore grana­ta', urlano a gran voce i piccoli calciatori. È un tripudio di granatismo.

    LA LETTERA - All'uscita dal campo, è arri­vata poi la sorpresa: una let­tera scritta da Bianchi, di suo pugno, indirizzata ai bambini. 'Carissimi cuori granata', è l'incipit del 'papiro' consegnato. L'attac­cante granata ha parlato del momento globale attuale, in Italia e nel mondo, ma senza dimenticare che il Natale 'è il momento dei sogni e dei sorrisi', ovvero ciò che con­sente 'di andare al di là di qualsiasi crisi', si leggeva nella lettera. 'Noi abbiamo un motivo in più per sorri­dere - ha aggiunto - facciamo parte della famiglia granata. Siamo dei privilegiati, non dimentichiamocelo mai, perché ogni giorno ci vestia­mo di colori che hanno fatto e faranno gioire e sognare migliaia di persone'. 'Ab­biamo la grande responsabi­lità di essere sempre all'al­tezza di tutti i grandi che hanno indossato questa ma­glia, il ricordo dei quali - ha ricordato in queste righe ­- deve essere 'motore immo­bile' che si spinge a fare sempre meglio, a non abban­donare al primo ostacolo e a non abbatterci anche quan­do il risultato non dovesse essere quello sperato'. Di­ventare uomini veri', è l'im­perativo sottolineato da Bianchi, più della vittoria dei trofei o dei record battu­ti. Poi, in conclusione, ha ripreso un inno storico: 'Granata è una seconda pelle'. 'E sono convinto - con­cludeva la lettera, prima de­gli auguri rituali - che questa contribuirà a fortificare la vostra anima e a rendervi uomini ancora più forti'.

    (CronacaQui - Edizione Torino)

    Altre Notizie