Ci risiamo. Segna, fa vincere la Juventus e provoca. Cristiano Ronaldo lo aveva fatto nel derby con il Torino, lo ha rifatto contro l’Atletico Madrid in Champions League: se quell’esultanza in faccia a Salvador Ichazo, con tanto di spallata rifilata al portiere di riserva granata che gli aveva quasi parato il rigore, era rimasta all’interno dei confini nazionali, il gesto a due mani non proprio oxfordiano rivolto ai tifosi colchoneros ha invece fatto il giro d’Europa. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico, viene ripetuto in forme più o meno uguali da secoli: Cristiano Ronaldo i suoi errori continua ad ammetterli, mettendo in mostra i suoi limiti più che i suoi attributi. 

Un campione una cosa del genere non la fa mai. E' talmente al di sopra che non si permette di farla, dopo aver quasi sbagliato un rigore. Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, se lui fosse stato un campione…” aveva dichiarato il presidente del Torino, Urbano Cairo, dopo quell’esultanza del numero 7 bianconero in faccia a Ichazo. Impossibile non essere d’accordo con il patron granata in quell’occasione, così come non si può giustificare il gesto di Ronaldo di fronte ai tifosi dell’Atletico Madrid. Una provocazione arrivata da una rimonta straordinaria fatta dalla sua squadra, gratuita ed evitabile, così come quella spallata e quell’esultanza a pochi centimetri dal volto di Ichazo.  Cristiano Ronaldo è un grande giocatore, insieme a Leo Messi il migliore degli ultimi dieci anni. Ma i suoi atteggiamenti non sono degni delle qualità tecniche: perché provocare così giocatori e tifosi avversari? E’ alla Juventus da pochi mesi e si è già reso protagonista di due episodi censurabili: un po’ troppo, anche se in carriera si è vinto tutto. Un po' troppo per un vero campione.