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Dal 5-3-2 al 4-3-3, dalla melina difensiva e gli infiniti retropassaggi a Padelli al pressing asfissiante e al gioco offensivo, dalla paura di osare alla voglia di vincere, da Gian Piero Ventura a Sinisa Mihajlovic, dal Torino al Toro: quello che si concluderà fra poche ore è in casa granata l'anno dei cambiamenti. 
A maggio, con l'addio di Ventura, al Torino si è conclusa un'era durata ben cinque anni: un periodo lunghissimo considerata la velocità con cui spesso si cambiano gli allenatori in Italia. Gli ultimi mesi dell'attuale ct Azzurro sulla panchina dei granata non sono certo stati da ricordare: solo sei vittorie, cinque pareggi e ben dieci sconfitte che hanno fatto terminare lo scorso campionato al dodicesimo posto. L'arrivo di Mihajlovic non ha solo rivoluzionato mentalità, ambizioni e gioco del Toro, ma ha anche ridato entusiasmo ad un ambiente depresso dopo le delusioni dell'ultima stagione. 

Il 2016 del Torino non è però stato caratterizzato solamente dal cambio di allenatore, ma è stato anche l'anno degli attaccanti: Ciro Immobile e Andrea Belotti. Il primo a gennaio è tornato a vestire la maglia granata dopo i fallimenti in Germania e in Spagna, quando atterrò all'areoporto di Caselle lo scorso gennaio venne accolto come un eroe da centinaia di tifosi entusiasti. Il figliol prodigo era tornato e, a quanto sembrava all'epoca, questa volta era per restare. Dopo sei mesi, cinque gol segnati e un infortunio che lo ha limitato nell'ultima parte di campionato, Immobile ha invece voluto nuovamente dire addio alla maglia granata e ai suoi tifosi. Quella di Belotti è invece una storia completamente diversa: questo 2016 il Gallo lo ricorderà con enorme piacere visto che è stato l'anno della sua consacrazione in serie A e quello delle prime presenze e i primi gol con la maglia Azzurra della Nazionale. Senza dimenticare il rinnovo del contratto firmato con il Torino con la maxi clausola di 100 milioni di euro valida solo per l'estero.
E ora cosa troverà il Torino nel 2017? Mihajlovic spera che l'anno possa aprirsi con l'arrivo di qualche rinforzo che possa rendere meno complicata la rincorsa al sesto posto che, vincitrice della Coppa Italia permettendo, varrebbe la qualificazione alla prossima Europa League. Al Torino servirebbero almeno tre giocatori, uno per reparto: un difensore centrale di qualità che possa giocare immediatamente titolare, un alternativa alle mezzali a centrocampo e un attaccante esterno di alto livello. Quest'ultimo potrebbe essere il primo volto nuovo del Torino e risponde al nome di Juan Manuel Iturbe. Per quanto riguarda il difensore e il centrocampista il tecnico granata dovrà invece aspettare qualche giorno in più: se verrà accontentato da Cairo il 2017 del Torino potrà essere sicuramente migliore del 2016. A proposito dell'anno che sta finendo: quale voto dare alla squadra granata? Un 6, la media tra il 5 dei primi sei mesi e il 7 di quelli successivi.