Doveva essere la stagione della consacrazione come leader del Torino, quella di un Mondiale da vivere da grande protagonista con la maglia azzurra della Nazionale, per Andrea Belotti è stato invece un anno di delusioni, forse il peggiore fino a questo momento della sua carriera: due infortuni al ginocchio, il sogno Russia 2018 scivolata dopo la doppia sfida con la Svezia, un campionato del Torino ben al di sotto delle aspettative che terminerà con il decimo posto. E ora? Ora nella mente del Gallo, e in quella dei tifosi, ci sono il gol dell'1-1 segnato ieri alla Spal e l'assist per il 2-1 fornito a De Silvestri, poi quel giro di campo finale a salutare i tifosi, un saluto che non ha l'amaro sapore dell'addio ma quello dolce dell'arrivederci.

Io sto bene al Toro” ha detto Belotti a fine partite. “Non voglio venderlo, per me è un pilastro della squadra” ha risposto Cairo. Nel calcio non sempre il risultato di 1 + 1 è 2, a volte, specialmente quando il calciomercato entra nel vivo, intervengono una serie di fattori che modificano il valore finale, ma questa volta l'impressione è che molto difficilmente qualcosa sparaglierà le carte in tavola. Belotti non chiederà di essere ceduto, ma da buon capitano cercherà di fare quello che non gli è riuscito quest'anno, ovvero trascinare a suon di gol il Torino in Europa, Cairo, dal canto suo, non tradirà una promessa fatta e ribadita più volte a un intero popolo.

Il Torino di Walter Mazzarri ripartirà quindi da Andrea Belotti e non resta che sperare che il Gallo riparita dalla partita alla Spal, da quelle sue giocate che sono valse tre punti: primo il gol da attaccante di razza, poi l'assist perfetto per il 2-1 a tre minuti dalla fine. Con il Belotti visto ieri al Grande Torino centrare l'obiettivo europeo, per la squadra granata, sarà più semplice.