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Lontano dai suoi tifosi come mai lo era stato negli ultimi anni, anche fisicamente, perché arroccato dentro un Filadelfia che è sempre meno la casa del popolo granata e sempre più a uso esclusivo della squadra. Lo trascorrerà così il proprio 113° compleanno il Torino. Un Torino più nero che granata, come il volto di Simone Zaza a Genova, dopo essere rimasto seduto in panchina per tutti i novanta minuti nonostante l’assenza di Andrea Belotti, ma anche come quello di Daniele Baselli al momento della sostituzione o quello dei tifosi, che non hanno risparmiato nessuno dalla loro contestazione: squadra, allenatore, presidente. 

Nel giorno del suo compleanno, il Torino il regalo dovrà farselo da solo, innanzitutto facendo rientrare il caso Zaza, scoppiato a Genova. Difficile cederlo e sostituirlo con un altro attaccante all’altezza nel mercato di gennaio (anche se all’ex Valencia e Juventus le proposte non mancano), per questo va recuperato al più presto, anche perché è impensabile che la squadra di Walter Mazzarri possa finire la stagione con il solo Andrea Belotti come centravanti di ruolo. Il secondo regalo, oltre che a se stesso, il Torino dovrà farlo anche ai tifosi, con il gioco e risultati: elementi che in questi mesi sono spesso mancanti. 

Il terzo regalo è poi una conseguenza dei due precedenti: un filotto di prestazioni che possano permettere una rimonta in campionato che possa portare il Torino a lottare nuovamente per la qualificazione all’Europa League. L’obiettivo iniziale, non va dimenticato, era quello di migliorare il settimo posto dello scorso anno: un obiettivo che a inizio dicembre sembra già impossibile da raggiungere. E se il Torino non farà pace con i propri tifosi, sarà ancora più difficile riuscire a salvare la stagione. A proposito di ciò, aprire il Filadelfia (come era stato promesso) potrebbe aiutare.