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C’è chi dice no, canta Vasco Rossi. C’è chi dice no alla Juventus, aggiungiamo noi. Chi ha respinto l’offerta bianconera è Dries Mertens, che non se l’è sentita di tradire i suoi ex tifosi del Napoli, non ha invece impiegato molto tempo a convincere ad accettare la proposta bianconera Gleison Bremer, uno che negli ultimi anni ha anche indossato in qualche occasione la fascia da capitano del Torino. Certo non è stato il brasiliano a spingere per trasferirsi alla Juve, prima di tutto ad accettare l’offerta bianconera è stata la dirigenza, solleticata da quei milioni in più offerti da Cherubini e Arrivabene rispetto a quanti ne offrisse Marotta: il difensore non ha però posto neppure lui molta resistenza, dando in breve tempo il proprio benestare per un passaggio a quella che dovrebbe essere la principale rivale. 
In poche ore il napoletano Mertens ha fatto quello che due simboli del Torino in queste settimane non sono riusciti a fare: rifiutare l’offerta della Juventus, a differenza di Bremer, salutare i suoi ex tifosi con un video-messaggio postato sui social, a differenza di Belotti, che da quando il campionato è finito non ha mai sentito il bisogno di dire anche un solo “ciao” o un “grazie” ai tifosi. Nessuno gli contesta la scelta di andarsene a parametro zero, dopo quanto dimostrato in campo in questi anni nessuno potrebbe farlo, ma almeno un saluto o una spiegazione dei motivi che lo hanno indotto a scegliere a cambiare aria un po’ tutti se l’aspettavano. Forse parlerà quando firmerà per una nuova squadra, perlomeno il Gallo non andrà alla Juventus (o almeno si spera) a cui si può dire di no. Mertens insegna da Napoli, eppure l’esempio dovrebbe arrivare proprio dal Toro.