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Due partite, due sconfitte, due squadre che hanno surclassato il Torino non solo per quanto riguarda il risultato ma anche sul piano del gioco e della qualità. E’ iniziato così il campionato della formazione granata, dopo che lo scorso era terminato con una salvezza sofferta ottenuta a poche giornate dalla fine. “Iniziamo un nuovo ciclo” aveva assicurato Urbano Cairo alla vigilia della stagione ma, nei fatti, pur essendoci un allenatore e un direttore tecnico nuovo il nuovo ciclo non è ancora iniziato. D’altronde in campo ci vanno i giocatori. E se i giocatori sono più o meno gli stessi dell’anno precedente è difficile immaginare che i risultati possano essere gli stessi. 

Il mercato ha finora portato tre terzini (due dei quali, Murru e Vojvoda, ieri sono stati asfaltati dagli esterni avversari) e una mezzala, Linetty. Mancano però ancora calciatori di qualità che hanno un ruolo di primo piano per il gioco di Marco Giampaolo e per quel 4-3-1-2 che è il suo marchio di fabbrica. Berenguer nei precedenti tre anni non ha mai convinto totalmente nel suo ruolo naturale di esterno, con quello di trequartista finora sembra c’entrarci poco. E poi il regista: in quella posizione gioca Rincon, sempre lodevole per impegno, voglia, determinazione e contro l’Atalanta capace anche di inventare il perfetto assist per l’1-0 di Belotti. Ma da un regista non si può avere un solo squillo, un solo passaggio filtrante nell’arco di novanta minuti: il problema è che Rincon un regista non lo è. 
Nel finale di partita contro l’Atalanta il venezuelano è anche stato costretto a lasciare il campo a causa di un infortunio: basterà questo per convincere Cairo a investire al più presto per un vero regista? Servirebbero poi anche un attaccante e magari un altro centrocampista/trequartista di qualità. Il rischio di ripetere la scorsa deludente stagione è grande e le partite contro Fiorentina e Atalanta lo hanno dimostrato: avrà avuto la stessa sensazione anche Cairo?